La posta dei lettori

“Abbiamo due stipendi ma i soldi non bastano per un figlio: ci siamo indebitati e alla fine abbiamo rinunciato”

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A cura di Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di una nostra lettrice che, scrive, nonostante due stipendi “non possiamo dire di arrivare a fine mese con serenità”. Tanto da aver rinunciato ad avere figli: “Per provare a realizzare questo sogno ci siamo indebitati, fino a doverci fermare a metà strada perché le nostre risorse economiche erano esaurite”.

Stai affrontando le conseguenze del caro vita, tra bollette alle stelle, casa introvabile e uno stipendio che non basta mai? Raccontaci la tua storia, le difficoltà quotidiane o le rinunce a cui sei costretto di fronte all'aumento inarrestabile dei prezzi. Scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.

Fanpage.it riceve e pubblica la riflessione di una nostra lettrice che "risponde" a Katia, che aveva raccontato le difficoltà di arrivare a fine mese pur guadagnando insieme al compagno quasi 4000 euro al mese, e anche a Carlo, che invece aveva parlato della decisione di aver rinunciato ad avere figli a causa del caro vita. Anche nell'ultima lettera arrivata alla nostra redazione si parla degli enormi sacrifici per arrivare a fine mese – pur lavorando entrambi nella coppia – e della triste decisione di rinunciare ad avere figli a causa dei costi di un percorso di procreazione medicalmente assistita. "La verità – riflette – è che la nostra generazione ci ha provato con tutte le forze a costruirsi un futuro, ma non gliene è stata data la possibilità".

La lettera a Fanpage.it

Ho letto i vostri articoli e ne sono rimasta profondamente colpita.

Io e il mio compagno lavoriamo entrambi con un contratto a tempo indeterminato e percepiamo rispettivamente 1.300 e 1.600 euro al mese. Nonostante la stabilità lavorativa, non possiamo certo dire di arrivare a fine mese con serenità. Dobbiamo stare attenti a ogni spesa: decidere se e quando uscire è una scelta ponderata, mangiare fuori è un lusso che non possiamo permetterci e programmare una vacanza è del tutto fuori discussione.

Oltre al costo della vita, sulle nostre spalle pesano un mutuo e le rate di una cessione del quinto. Quest'ultima l'abbiamo richiesta per affrontare il percorso della ricerca di un figlio, un cammino che purtroppo non siamo riusciti a portare a termine. In Italia, avere figli è diventato un privilegio per pochi: oltre a essere un percorso lungo e psicologicamente doloroso, la procreazione assistita ha costi insostenibili. Per provare a realizzare questo sogno ci siamo indebitati, fino a doverci fermare a metà strada perché le nostre risorse economiche erano esaurite.

La beffa ulteriore è che, risultando entrambi lavoratori e senza figli a carico, siamo esclusi da qualsiasi bonus o esenzione. "L'Italia agli italiani", diceva qualcuno; la verità è che la nostra generazione ci ha provato con tutte le forze a costruirsi un futuro, ma non gliene è stata data la possibilità.

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