Abbandonata in aeroporto quando aveva solo pochi mesi di vita, oggi una giovane donna sta lavorando per tentare di trovare i suoi genitori biologici. Emilie ha 26 anni e aveva circa 9 mesi quando il 19 settembre del 1994 una impiegata di un autonoleggio dell’aeroporto parigino di Orly la trovò vicino a una cabina telefonica. La piccola era sola. Il medico che per primo la visitò stabilì che quella bimba aveva 9 mesi. Per il luogo di nascita scelse l’indirizzo di maternità più vicino all’aeroporto. Emilie è il nome che le diedero i poliziotti dell'aeroporto, Mandom è il cognome che porta da quando la adottarono Monique e Philippe. Emilie – la cui storia è finita sui media dopo che lei, nel mezzo del lockdown, ha deciso di lanciare un appello alla sua prima famiglia – dice di non provare rancore per nessuno, ma “al contrario penso che lasciarmi vicino a quella cabina telefonica sia stato un grande atto d’amore”. “Vorrei solo sapere, perché la mia vita non sia un castello senza fondamenta”, spiega la giovane, che lavora in una catena di alberghi di lusso a Aix en Provence. Come spesso accade, Emilie si è affidata a Facebook per tentare di sapere qualcosa di più sulle sue origini. Il 16 aprile ha pubblicato alcune foto sul suo profilo e un appello: “Sono sicura che da qualche parte, qualcuno sa, aiutatemi, voglio solo sapere la verità, avere delle risposte per costruirmi, il mistero sulle mie origini rimbomba negli abissi della mia immaginazione”.

Il post della ventiseienne è stato condiviso oltre 150.000 volte e da quel giorno media locali e internazionali stanno scrivendo di lei. Emilie ha pubblicato delle foto di lei da bambina e anche la foto di un passeggino grigio, ovvero quello che aveva quando è stata trovata da neonata. “Mi sorrideva, voleva giocare, non aveva per niente l'aria traumatizzata, né sembrava essere stata abbandonata”, il ricordo di Isabelle, la donna che trovò Emilie. La ragazza l’ha cercata quando il suo nome è apparso sull'atto di nascita. “Non cerco l'amore, non cerco soldi o un'altra famiglia – racconta oggi Emilie -. Ho solo bisogno di capire che cosa è accaduto. Fin da piccola, e nonostante l'amore dei miei, ho sempre sentito un vuoto. Avevo 12 o 13 anni quando una delle mie cugine ebbe un bambino. Con mamma andammo alla maternità, ma io non riuscii a entrare. Capii per la prima volta quel pezzo che mi mancava. Come sono nata?”. "Se ricordate una bambina che corrisponde alla mia foto e che è scomparsa nel 1994, vi prego di contattarmi", è l'appello lanciato da Emilie su Facebook.