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Sono 28 i migranti risultati positivi al nuovo Coronavirus nella tensostruttura della Protezione civile di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. I profughi, per la maggior parte tunisini ma anche bengalesi, sono arrivati mercoledì da Lampedusa. Nell'hub della cittadina, che dovrebbe servire solo per l'identificazione dei migranti prima del trasferimento in altre città italiane, al momento ci sono 530 persone. "Non abbiamo ancora la conferma ufficiale – aveva detto ieri all'Adnkronos il sindaco Ida Carmina – ma la situazione è grave". Conferma che è poi arrivata questa mattina, come ha sottolineato la stampa locale. Attualmente i contagiati, tutti asintomatici, si trovano in isolamento nella struttura della Protezione civile a pochi passi dal porto. Struttura che in teoria potrebbe ospitare non più di cento persone e che, invece, al momento ne accoglie il doppio.

Già nei giorni scorsi la cittadina siciliana era stata al centro della cronaca per l'allontanamento di un centinaio di migranti. "Abbiamo oltre 500 migranti chiusi in una tensostruttura senza finestre – aveva denunciato detto la prima cittadina -. Non ci sono finestre, è un forno lì dentro, rischiano il soffocamento. Qui deve intervenire il governo, ho fatto appello a tutti, anche alla Commissione europea. Noi siamo un paese senza contagi, però con questa situazione siamo ogni giorno agli onori delle cronache e questo crea un problema di immagine dal punto di vista turistico. Perché far arrivare qua le navi militari? Potevano portarle da qualche altra parte. Anche i miei concittadini sono molto arrabbiati, hanno paura".

Oggi è invece intervenuto sulla questione il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale. Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare, i cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice", ha detto in una intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che "bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar".