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A Natale volare verso il sud Italia costa 10 volte di più: “Tornare in famiglia è diventato un lusso”

Allarme delle associazioni dei consumatori per i rincari esorbitanti dei prezzi dei voli dal nord verso sud per il periodo natalizio. “C’è il paradosso che per volare da Milano verso Catania conviene fare scalo a Varsavia” denunciano le associazioni.
A cura di Antonio Palma
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Immagine di repertorio.
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Una vera e propria stangata di Natale quella presentata agli italiani per i voli verso il sud del Paese nel periodo natalizio. Come segnalano tutte le associazioni dei consumatori, i prezzi dei voli infatti hanno raggiunto cifre esorbitanti: Si va da una triplicazione dei costi per i biglietti verso la Sardegna a un aumento di oltre 10 volte per i voli diretti verso la Sicilia.

Volare durante le festività natalizie costa fino al 900% in più rispetto alle normali tariffe aeree secondo il Codacons che ha deciso di presentare una segnalazione all'antitrust al Ministero dei Trasporti all'Enac per valutare il comportamento delle compagnie aeree. Secondo l'associazione Adoc, addirittura c'è il paradosso che per volare da Milano verso Catania conviene fare scalo a Varsavia, in Polonia, per spendere di meno, piuttosto che acquistare un volo diretto.

Una situazione che ovviamente pesa tantissimo sui tanti studenti fuori sede che studiano al Nord ma anche sui tanti lavoratori originari del sud che approfittano di questi giorni di vacanza per far visita a parenti e amici o comunque per ritornare nei luoghi di origine col rischio di vedere  svanire interamente la propria tredicesima.

Secondo Adoc, In meno di dieci giorni, una stessa tratta nord sud tr  Milano e Catania ha subito un rincaro di 270 euro ma analoghi rincari anche da Roma a Bari e da Torino a Bari.  Anche le simulazioni di Assoutenti segnalano rincari smisurati. “Ci parte il 24 dicembre tornando il 6 gennaio, spende un minimo di 505 euro per andare da Torino a Palermo e ritorno, e ben 492 euro per volare da Pisa a Catania. Da Torino a Catania, nelle stesse date, servono 422 euro, che scendono a 411 euro da Milano a Palermo, stesso prezzo della tratta Verona-Palermo. È di 406 euro il prezzo di un biglietto a/r da Milano a Catania” spiegano dall'associazione dei consumatori.

"Il 23 dicembre il volo Milano-Palermo parte da 170 euro, il 900% in più rispetto alla spesa minima di 17 euro che serve per affrontare la stessa tratta volando martedì 13 gennaio" evidenzia invece il Codacons che elenca: Da Milano a Catania il biglietto del 23 dicembre costa 178 euro, il 790% in più rispetto ai 20 euro del 13 gennaio. +758% il prezzo della tratta Roma-Catania nelle stesse date (da 17 a 146 euro), +616% quello della Roma-Palermo (da 18 a 129 euro), mentre sale del +350% la tariffa del volo Milano-Cagliari (da 18 a 81 euro).

"A parità di servizio le tariffe aeree sotto le festività registrano una impennata del tutto ingiustificata, e per questo abbiamo presentato una nuova segnalazione ad Antitrust – che già indaga sul fenomeno del caro-voli – Enac e Mit, chiedendo un intervento urgente a favore dei cittadini che ogni anno devono sottostare al salasso natalizio nel settore del trasporto aereo", conclude l'associazione dei consumatori.

Per chi deve spostarsi a ridosso delle feste non va meglio neanche sul fronte dei treni dove ormai i posti a buon mercato sono esauriti già da mesi. “Per un viaggio di andata sabato 20 dicembre con collegamenti alta Velocità, servono almeno 199 euro per la tratta Torino-Reggio Calabria, 185 euro da Milano a Reggio Calabria, 183 euro da Torino a Lecce, 153 euro da Milano a Lecce, 167 euro da Genova a Reggio Calabria" segnala Assoutenti che parla di "una forma di odiosa speculazione sulla pelle dei consumatori, e che nonostante le indagini dell’Antitrust e i proclami della politica non ha ancora trovato una soluzione”.

"Ci troviamo di fronte all’ennesima speculazione a danno dei consumatori. Non è possibile che passare le festività natalizie con i propri cari diventi un lusso per pochi" setolinano invece da Adoc, concludendo: "Chiediamo che il Governo affronti in maniera strutturale la problematica già attenzionata dalla commissione allerta prezzi".

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