A caccia di droga nel porto di Genova: così ‘Ndrangheta e mafia albanese nascondono la cocaina

Fanpage.it ha trascorso una giornata con Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane nel porto di Genova a intercettare la droga partita dall’America Latina, che viene nascosta nei luoghi più impensabili.
A cura di Giorgia Venturini
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Di Beatrice Barra e Giorgia Venturini

Il porto di Genova è la crocevia di un traffico di droga che fornisce le piazze delle città, ma anche quelle di Milano e del Nord Europa. Si tratta del porto più grande d'Italia – in relazione allo spazio sul territorio, in acqua e ai lavoratori coinvolti – che piace alle organizzazioni criminali: qui arrivano navi cariche di migliaia di container e per questo che per i criminali è più facile occultare e diversificare la droga.

All'anno dal porto di Genova passano 2,8 milioni di contenitori. Per i controlli viene selezionato circa un 5 per cento: "Una metà di questi controlli sono di tipo documentale e la restante parte sono controlli allo scanner o vere e proprie aperture",  precisa Giulia Durand, dirigente ufficio dogane – Genova 1.

Il porto di Genova
Il porto di Genova

La droga si nasconde nei posti più impensabili, come nelle banane di ceramica, nelle noci di cocco e nei mattoni. Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane lavorano insieme per fare in modo che le sostanze stupefacenti non lascino il porto e finiscano nelle mani dei trafficanti.

Fanpage.it ha trascorso una giornata con loro per capire il lavoro che fanno e come riescono a intercettare la droga. Il primo step di controllo è nella postazione scanner dell'Agenzia delle Dogane: dal computer gli addetti ai lavori riescono a vedere all'interno del container e individuare eventuali anomalie come un borsone che non ci dovrebbe essere o qualcosa ben nascosta nelle fessure di ferro. Se è così scatta l'allarme della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane. Spesso cosa si trova?

Dallo scanner si evidenziano le prime anomalie in un container
Dallo scanner si evidenziano le prime anomalie in un container

Si trova droga. Nel controllo che Fanpage.it ha documentato, la sostanza illegale è stata trovata in un borsone e proveniva dalla Colombia: ogni panetto di droga sulla confezione ha lo "stemma" che identifica il tipo e l'origine dell'organizzazione criminale.

I panetti di droga trovato nel porto di Genova
I panetti di droga trovato nel porto di Genova

È sempre una corsa contro il tempo: bisogna intercettare la droga prima che questa esca dal porto. Una volta intercettato il contenuto sospetto bisogna capire immediatamente di cosa si tratta. Le prime analisi sulla sostanza vengono effettuate direttamente sul posto dell'ispezione, su un laboratorio mobile si fa poi un'analisi chimica. "Dopo le analisi si procederà a effettuare la notizia di reato facendo il sequestro", precisa Giulia Durand, Dirigente ufficio dogane – Genova 1. In questo le analisi rivelano che si tratta di cocaina.

Casi come questi in porto sono tanti. "Ultimamente abbiamo sequestrato centinaia di chili di droga, specialmente cocaina ma capita anche eroina. Abbiamo riscontrato anche carichi di droghe sintetiche. La droga la troviamo anche in mare, gettata prima che il container arrivi in porto", spiega il Ten. Col. Massimiliano Zechender, ex comandante II Gruppo Guardia di Finanza di Genova.

I container scaricati dalle imbarcazioni arrivate al porto di Genova
I container scaricati dalle imbarcazioni arrivate al porto di Genova

Ma in quale rotta del traffico di stupefacenti rientra il porto di Genova? "Le rotte di partenza sono quasi sempre Sudamericane, in particolare dalla Colombia e dall'Ecuador", spiega il Ten. Col. Massimiliano Zechender. E dove sono destinati questi carichi e quali sono le organizzazioni criminali che agevolano questi traffici criminali? Lo ha spiegato a Fanpage.it il Procuratore Capo di Genova, Nicola Piacente: "Si tratta in genere di trasporti che vengono gestiti direttamente dalle organizzazioni criminali calabresi o da quelle albanesi. Delle vere e proprie alleanze nell'ambito di una pax criminale".

Poi il Ten. Col. Massimiliano Zechender aggiunge: "La ‘ndrangheta ha un ruolo importantissimo in tutto il mondo, non solo nel porto di Genova. Anche qui è capitato di riscontrare personale affiliato alle ‘ndrine che agevolava l'uscita della droga dal porto. La droga che non riusciamo a intercettare è destinata soprattutto al mercato illegale milanese, che è quello che ha maggiore richiesta, nel Nord Europa e anche in città qui a Genova".

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