Il risultato elettorale delle regionali in Abruzzo non può soddisfare il Movimento 5 Stelle che ha fatto registrare un calo sia rispetto al voto del 2014 sia, soprattutto, rispetto alle politiche del 4 marzo 2018, quando nella stessa Regione conquistò quasi il 40% dei consensi. Oggi la sua candidata, Sara Marcozzi, si ferma al 20%, ma nel M5s non sembra esserci preoccupazione e si ridimensiona la portata del risultato elettorale. Francesco D'Uva, capogruppo pentastellato alla Camera, intervistato da Fanpage.it ci tiene anche a rassicurare sulla tenuta del governo: "Non ci sono ripercussioni", assicura. E il risultato delle regionali è dovuto anche al fatto che il Movimento, presentandosi da solo, "si scontra contro accozzaglie di liste messe insieme solo per portare più voti al presidente". C'è comunque una riflessione da fare ora, per "capire dove e cosa dobbiamo migliorare: abbiamo la necessità di spiegare meglio ai cittadini tutti i provvedimenti che in poco tempo abbiamo approvato". Più confronto, più appuntamenti sul territorio e una "attenta riflessione", sintetizza D'Uva.

Per i Cinque Stelle quello in Abruzzo è arrivato un risultato senza dubbio negativo: a cosa è dovuto?

Basta confrontarlo con il risultato delle scorse regionali per vedere che non possiamo parlare di un risultato negativo. Il dato è rimasto invariato, c’è stato solo un leggero calo. Senza dubbio ci aspettavamo qualcosa in più. Storicamente il MoVimento 5 Stelle in occasione di elezioni regionali, presentandosi con una sola lista, si scontra contro accozzaglie di liste messe insieme solo per portare più voti al presidente. E molte di queste liste alla fine non superano nemmeno la soglia.

Si aspettava una delusione di questo genere dopo il 40% preso in Abruzzo alle politiche e dopo i sondaggi che davano il M5S molto più su?

Ma no, bisogna analizzare il dato delle scorse regionali. Paragonare le politiche con le regionali è scorretto. In Abruzzo ci siamo confermati. In merito ai sondaggi, siamo abituati a non leggerli perché più volte abbiamo visto che non azzeccano il risultato finale e rischiano solamente di influenzare la campagna elettorale.

In Abruzzo la Lega stravince e i Cinque Stelle perdono voti sia rispetto alle politiche che alle scorse regionali: la linea tenuta al governo sta penalizzando il Movimento, schiacciato da Salvini?

La Lega ha preso voti a Forza Italia e al Pd. A livello nazionale ovviamente non ci sono ripercussioni. Come potrebbe una elezione regionale mettere in discussione un contratto di governo che stiamo portando avanti rispettando ogni singolo punto? Sarebbe una follia rovinare quanto di buono stiamo facendo in questi mesi. Il governo è compatto, in Parlamento stiamo lavorando per approvare provvedimenti che cambieranno in positivo la vita degli italiani. Mi faccia citare ad esempio Reddito e Pensione di Cittadinanza ma anche Quota 100. Così come la lotta agli sprechi della politica: dopo aver tagliato i vitalizi siamo pronti a tagliare il numero e gli stipendi dei parlamentari. Stiamo dimostrando che se diciamo una cosa poi la facciamo. Finalmente cambia il modo di agire della classe politica: prima si facevano solo promesse, adesso invece le promesse si mantengono.

Il Movimento ha pagato uno spostamento a destra, come sostengono in molti oggi?

È improprio parlare di destra e di sinistra. Le cito un fatto: nei giorni scorsi i sindacati sono scesi in piazza per una manifestazione. E non abbiamo capito bene se hanno protestato perché abbiamo approvato importanti provvedimenti a favore dei lavoratori come il Decreto Dignità, il Reddito di Cittadinanza e Quota 100 o se non hanno ben digerito il fatto che presto taglieremo le mega pensioni dei sindacalisti. Diciamolo chiaramente: è insolito che un sindacato protesti contro un governo che si schiera dalla parte dei lavoratori. Anzi… mi faccia ricordare che stiamo lavorando per approvare una legge sul salario minimo. I sindacati scenderanno in piazza anche per questo?

Cosa cambia nei rapporti di governo con il vostro alleato?

Con il nostro contraente non cambia nulla. Finché entrambi rispetteremo il contratto, il governo andrà avanti senza alcun problema. Con la Lega ovviamente ci sono differenze nette, ci siamo ritrovati su alcuni temi fondamentali che rilanciano l’economia del Paese e aiutano famiglie e giovani. E stiamo portando avanti queste politiche che a mio avviso sono rivoluzionarie. Noi ci crediamo fortemente in questo cambiamento e sono certo che il governo andrà avanti senza alcun problema.

Pensate che il voto in Abruzzo sia un segnale preoccupante in viste delle prossime elezioni regionali e delle europee?

Ovviamente no, sicuramente però ci fermiamo a riflettere bene per capire dove e cosa dobbiamo migliorare. Abbiamo la necessità di spiegare meglio ai cittadini tutti i provvedimenti che in poco tempo abbiamo approvato.

A livello locale, soprattutto a livello regionale, il Movimento stenta ancora a decollare: è un problema di classe politica, di presenza sul territorio o di altro?

Nei comuni e nelle regioni il cambiamento che abbiamo portato a livello nazionale è semplicemente più lento. Ci sono persone radicate sul territorio che non molleranno mai la presa perché spesso portano avanti interessi personali. E sarebbero disposti a tutto pur di non perdere la poltrona o il controllo di una città o una Regione. A livello nazionale stiamo combattendo lobby, a livello locale invece troviamo interessi affaristici che vanno estirpati dal territorio. E lentamente riusciremo a farlo.

Alcuni nel Movimento ora chiedono una riflessione: cosa deve cambiare? In che modo andrete incontro a queste richieste?

Come le dicevo è corretto fare un’attenta riflessione. Noi siamo abituati a confrontarci internamente e con i nostri attivisti. Bisogna intensificare il tutto anche aumentando gli appuntamenti sul territorio. Anche per questo nelle ultime settimane abbiamo lanciato un nuovo tour “Se lo diciamo lo facciamo”, per spiegare ai cittadini tutte le cose fatte e per aumentare il confronto con loro.