L'aula del Senato ha approvato il decreto per la reintroduzione dell'obbligo vaccinale con 172 sì. A favore hanno votato Pd, Forza Italia, Alternativa popolare, Federazione della Libertà, Ala-Sc, Mdp, Direzione Italia, Per le Autonomie-Psi-Maie. Contrari M5s, Lega nord, Sinistra italiana. In dissenso dal proprio gruppo sono intervenuti la senatrice Paola De Pin (Gal), Domenico Scilipoti (Fi), Sante Zuffada (Fi), Giovanni Piccoli (Fi), Bartolomeo Amidei (Fi), Vincenzo D'Anna (Ala-Sc), Nerina Dirindin (Mdp), Pietro Langella (Ala-Sc), Emilio Floris (Fi). Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Il decreto, profondamente modificato nel corso delle settimane, prevede dunque 10 vaccini obbligatori per tutti i bambini dagli 0 ai 16 anni. In particolare, per la fascia 0 – 6 anni è prevista l'impossibilità di effettuare l'iscrizione a scuola qualora i bambini risultino non vaccinati, mentre per tutti gli altri, dai 6 ai 16 anni, sono previste sanzioni per i genitori. Le multe progressive, rispetto a quelle previste dal decreto originarie, sono state notevolmente abbassate. Non più fino a 7500 euro di sanzione, ma al massimo dai 100 ai 500 euro per ogni figlio non vaccinato, a seconda del numero di somministrazioni mancanti.

Nel corso dell'esame degli emendamenti al decreto, l'Aula del Senato ha approvato numerose modifiche: sarà possibile prenotare i vaccini direttamente in farmacia: "In via sperimentale e al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali relativi all'anno scolastico 2017/2018 la prenotazione delle vaccinazioni di cui all'articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, può avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP)", si legge nell'emendamento approvato. Prevista inoltre l’autocertificazione, sottoscritta dal genitore o tutore, per tutti i minori che non avranno ricevuto l’invito delle Asl entro il 31 agosto. Entro il 30 settembre le direzioni scolastiche trasmetteranno alle Asl copia di tutti gli attestati (sottoscritti e non) e le dichiarazioni ricevute per le verifiche del caso.

Nel corso della seduta in Aula, il senatore di Ala – Scelta Civica Vincenzo D'Anna, dopo diversi richiami, è stato invitato a lasciare l'Aula del Senato. Il parlamentare, intervenendo ad alta voce in una discussione tra il presidente del suo gruppo, Lucio Barani, e Paolo Romani di Forza Italia, stava impedendo alla senatrice Cecilia Guerra di Mdp di proseguire il suo intervento.

"Quello del ministro Lorenzin era un pessimo testo, ma ritenendo positivo lo stravolgimento che il Senato ha apportato al provvedimento annuncio il voto favorevole del mio gruppo. Se il ministro della Salute ritiene, dunque, di poter uscire oggi da quest'Aula con una medaglia al petto si sbaglia di grosso. La patria potestà non è tema da poco, come quella relativa ai minori stranieri non è questione irrisoria da poter sfuggire a un ministro. Lo stesso numero di immunizzazioni da rendere obbligatorie e la possibilità di somministrazione di vaccini mono-componente rappresentano un tassello fondamentale, alla stregua dell'entità delle sanzioni per i genitori inadempienti che ha visto un drastico abbattimento rispetto a quanto previsto dal testo originario. Anche la possibilità di somministrare i vaccini in farmacia è stato uno dei nodi molto discussi per il quale il ministro Lorenzin, dopo essersene dimenticata nel decreto, si è prodigata in un fortissimo endorsement finito nel nulla. Sarebbe stato meglio se non se ne fosse occupata! Ad ogni modo, i dati scientifici dimostrano che a seguito dell'abolizione dell'obbligo vaccinale per i bambini si è determinato un aumento esponenziale dei casi di malattia da contagio, sebbene i dati forniti dal Codacons sulle reazioni avverse, trasmessi tardivamente dall'Aifa, dovrebbero indurre le case farmaceutiche a produrre vaccini più puri", ha dichiarato nel corso del suo intervento il senatore Barani.