Spagna, la strage del treno e il macchinista che si vantava: “Che bello andare veloci”

"Viaggiavamo a 190 chilometri orari. Forse avevamo persino superato i 200". A parlare è Francisco José Garzón Amo, uno dei macchinisti del treno ad alta velocità deragliato ieri a Santiago de Compostela. 190, forse 200 km/h in un tratto dove la velocità massima consentiva è di 80. Nella comunicazione radio dalla cabina del treno alla stazione subito dopo l'impatto, l'uomo (indagato dagli inquirenti) ripete : “Spero di non avere morti sulla coscienza. Sono umano, sono umano". L'altro macchinista, Ricardo Montesco, confermerà la sua versione: "Andavamo davvero veloce e arrivati in curva abbiamo cominciato a girarci (come mostra anche il video dell'incidente). I vagoni sono finiti uno sull’altro".
Ad ogni modo, Garzón Amo è finito sotto inchiesta. Come scrive El Pais, secondo una prima analisi, l'uomo sarebbe risultato negativo all’alcol-test. 52 anni, 30 di guida dei treni alle spalle, il macchinista era in servizio sulla linea Madrid-Ferrol da circa un anno. A quanto sembra amava la velocità, come fanno notare i media spagnoli all'indomani di quello che è il più grave incidente ferroviario da 40 anni a questa parte in Spagna. L'8 marzo 2012 sul suo profilo Facebook (ora oscurato) aveva postato una foto e alcuni commenti che oggi lasciano quanto meno interdetti: un contachilometri del treno fermo sui 200 km/h (non è specificato su quale tratta si trovasse). Sotto i commenti degli “amici”: "Se ti becca la guardia civile ti tolgono tutti i punti". Lui replicava: "Sono nei limiti. In ogni caso, sarebbe una goduria sfrecciare accanto agli sbirri e far saltare per aria il radar".