Nella sua consueta e-news settimanale, l'ex presidente del Consiglio e attuale candidato segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ricorda le vittime dell'attentato di Stoccolma e parla della situazione in Medioriente. "Questa settimana purtroppo si è chiusa nel segno del sangue. La Siria, la Svezia, l'Egitto. Le questioni sono complesse e diverse. L'Egitto di Al Sisi è da anni il fronte più esposto all'estremismo islamico. La lotta contro Daesh ha prodotto risultati ma il clima è sempre difficile: mai come in questa stagione della storia in particolar modo i cristiani hanno conosciuto il martirio. Qualcuno dovrà pur dire prima o poi parole di verità sullo scandalo – nel senso etimologico – del martirio cristiano di questo periodo", scrive Renzi. "Sulla Siria si gioca una partita di equilibri tra Stati Uniti e Russia. Solo che nel frattempo la popolazione subisce da anni gli effetti di una guerra devastante. E in prima linea ci sono i bambini, alcuni uccisi in modo atroce dal gas. Mi piacerebbe che l'Europa non stesse solo alla finestra ma giocasse un ruolo attivo, nei negoziati, nella discussione, nel processo di pace. Altrimenti siamo bravi solo a fare discorsi e convegni ma l'Europa serve anche ad altro. Soprattutto ad altro. Infine la Svezia. Ancora una volta una capitale europea colpita da un attentato isolato ma compiuto con modalità analoghe a quelle di Nizza e di Berlino. Continuo a pensare che abbiamo bisogno di sancire a livello europeo il principio di liberare gli investimenti in sicurezza dal patto di stabilità. E di affermare l'idea che per ogni euro speso in sicurezza un euro vada speso in cultura".

Per quando riguarda la situazione italiana, l'ex presidente del Consiglio rivendica alcune politiche intraprese dal suo esecutivo e sottolinea che gli ultimi dati economici diffusi questa settimana sarebbero "molto buoni". "A cominciare dalla produzione industriale di oggi con il più 1% e confermano il trend degli ultimi mesi. Le misure di sostegno alla crescita e all'economia di questi mille giorni, le misure delle varie leggi di Bilancio hanno cambiato il segno all'Italia passando dalla crisi alla ripartenza. Ancora la strada è lunga ma la direzione è quella giusta", sottolineando che il Paese deve proseguire ad "abbassare le tasse, ridurre la burocrazia, lottare contro l'evasione attraverso la digitalizzazione e soprattutto creare un clima di fiducia non è storytelling: è l'unico modo per rilanciare l'Italia. I risultati lo stanno dimostrando. Io dico che dobbiamo farlo ancora di più".

In conclusione, infine, Matteo Renzi commenta l'elezione di Torrisi a presidente della Commissione Affari Costituzionali, in sostituzione del ministro Anna Finocchiaro, mossa che ha portato a una crisi in maggioranza di governo: "I franchi tiratori del Senato – a volte ritornano – hanno scelto per la commissione della legge elettorale un candidato di NCD con l'appoggio di Grillo, Berlusconi, Salvini e della sinistra radicale. Tutti insieme, appassionatamente. Bene. Anzi male. Però questa è banalmente una conseguenza del no al referendum: siamo tornati alla palude. Purtroppo il PD può farci ben poco perché è minoranza. Vediamo che cosa proporranno loro e se finalmente ci spiegheranno a cosa sono favorevoli loro: troppo facile dire solo no. Buon lavoro, li giudicheremo dai fatti, senza polemiche".