Un omicidio nella notte a San Severo, in provincia di Foggia, che potrebbe essere una vendetta per un'altra morte, risalente a quindici anni fa. Intorno alle quattro del mattino, una scarica di proiettili 7,65 ha raggiunto mentre si trovava in via Taranto Giuseppe Anastasio, un uomo di trentatré anni. A sparare, probabilmente, non è stata una persona sola – anche se i carabinieri del comando provinciale di Foggia, coordinati dal procuratore Leonardo Leone De Castris sono ora al lavoro per ricostruire l'agguato.

Le piste sono tutte aperte, ma il sospetto è che la morte dell'uomo abbia a che fare con un vecchio episodio. Anastasio, infatti, era un pregiudicato: il 18 giugno del 2002 uccise per sbaglio una bambina di dodici anni, Stella Costa, sparando sei colpi con una pistola calibro 9 in via Milano, strada centrale di San Severo. L'uomo, all'epoca appena diciottenne, aveva aperto il fuoco verso un rivale in amore, che aveva una storia con la sua compagna, ma accidentalmente colpì la ragazzina.

A quel tempo gli investigatori spiegarono l'omicidio dicendo che "c’era stato un litigio tra le due donne e Anastasio scelse di farsi giustizia da solo", scendendo in strada impugnando una pistola appartenente al fratello. L'uomo iniziò a sparare all'impazzata e uno dei proiettili esplosi dalla calibro 9 colpì la piccola Stella, che stava passeggiando con la madre. La dodicenne morì poche ore più tardi, dopo una corsa disperata all'ospedale.

Anastasio confessò di essere stato lui a sparare, e fu condannato in primo grado a dodici anni di carcere con il rito abbreviato. Terminata la pena, l'uomo era tornato a San Severo. Gli investigatori non escludono che avesse cominciato anche a frequentare ambienti della criminalità organizzata. Poi, stanotte, l'agguato. "Le indagini non tralasciano alcuna pista e, al momento, non ce n'è una privilegiata", hanno detto gli investigatori. Non escludono che l'omicidio sia legato a una possibile vendetta legata alla morte della bambina anche se, sottolineano, "in questo caso si tratterebbe di una vendetta di tipo mafioso mentre la famiglia della piccola vittima è costituita da gente per bene, non certo mafiosa".