Rientrando al Vaticano dopo il suo ultimo viaggio in Colombia Papa Francesco si è a lungo soffermato a parlare con i giornalisti. In un dialogo che ha toccato molti argomenti, non poteva mancare quello che più di tutti ha animato il dibattito pubblico nel paese negli ultimi mesi: il tema del salvataggio ai migranti e della loro accoglienza in Italia:  "Un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza. Cosa significa? Primo: quanti posti ho. Secondo: non solo ricevere, ma integrare", ha detto Bergoglio. E in merito alle condizioni dei migranti che restano in Libia, "ho l'impressione che il governo italiano stia facendo di tutto, per lavori umanitari, di risolvere anche problemi che non può assumere".

L'accusa del Papa ai paesi ricchi: "Nel nostro inconscio c'è un motto: l'Africa va sfruttata"

"Ho visto esempi qui in Italia di integrazione bellissima- ha detto il Papa a Gianni Cardinale, inviato di Avvenire – . Sono andato all’Università Roma Tre, mi hanno fatto domande quattro studenti. Una, era l’ultima, la guardavo: ma questa faccia la conosco. Era una che meno di un anno prima è venuta da Lesbo con me in aereo, ha imparato la lingua, studiava biologia nella sua patria, ha fatto l’equiparazione (equipollenza), e ora continua. Questo si chiama integrare. In un altro volo, tornavamo dalla Svezia, ho parlato della politica di integrazione di quel Paese come un modello. Ma anche la Svezia ha detto con prudenza: il numero è questo, più non posso. Terzo: c’è un problema umanitario. Quello che lei diceva. L’umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni nel deserto? Ho visto delle fotografie, gli sfruttatori. Credo, ho l’impressione, che il governo italiano sta facendo di tutto per lavori umanitari di risolvere anche problemi che non può assumere. Ma: il cuore sempre aperto, prudenza e integrazione, e vicinanza umanitaria. E c’è un’ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l’Africa. C’è nell’inconscio collettivo nostro un motto, un principio: l’Africa va sfruttata. Dobbiamo capovolgere questo. L’Africa è amica e va aiutata a crescere.".

Cambiamenti climatici, il Papa: "L'uomo è stupido"

Inevitabilmente nel lungo viaggio dalla Colombia a Roma il Papa ha affrontato anche un altro tema, quello dei cambiamenti climatici, già trattato nella sua enciclica Laudato Sii: "Perché si tarda a prendere coscienza degli effetti dei cambiamenti climatici? Mi viene un frase dell'Antico Testamento, del Salmo: ‘L'uomo è uno stupido'. E' un testardo; l'unico animale del creato che mette la gamba sullo stesso buco è l'uomo, il cavallo non lo fa. La superbia, la sufficienza… e poi il dio tasca, no? Non solo sul creato, tante cose, tante decisioni, tante contraddizioni dipendono dai soldi". In merito alle responsabilità morali dei politici che negano che i mutamenti climatici dipendano anche dall'uomo, il Papa ha risposto che "chi nega deve andare dagli scienziati e domandare loro. Loro parlano chiarissimo, gli scienziati sono precisi. Del cambiamento climatico si vedono gli effetti e gli scienziati dicono chiaramente la strada da seguire. E tutti noi abbiamo una responsabilità, tutti. Chi piccola, chi più grande, ma ognuno ha la sua, dai politici in giù. Credo sia una cosa su cui non scherzare, è molto seria. Poi decida, e la storia giudicherà le decisioni".

Papa Francesco e la ferita a bordo della Papamobile: "Non ho visto il vetro e Pum!"

Da par suo, non poteva mancare un simpatico commento all'incidente che l'ha visto protagonista ieri in Colombia, quando ha urtato a bordo della ‘papamobile', procurandosi un piccolo taglio all'arcata sopraccigliare e un ematoma sotto l'occhio sinistro. "Mi sono sporto lì per salutare i bambini, non ho visto il vetro e Pum!".