Si sta molto parlando dei video realizzati da Fanpage.it in occasione delle primarie del Partito Democratico. La notizia è stata ripresa da molti giornali, ha occupato spazio nei principali telegiornali ed è stata condivisa da decine di migliaia di utenti dei social network, tra cui centinaia di politici, di diversi schieramenti. Le reazioni, ovviamente, sono state di diverso tipo, così come le “interpretazioni” e le “ipotesi” sul nostro lavoro, anche in considerazione dei precedenti reportage realizzati sulle primarie del PD, sia a Napoli che a Milano.

Riassumo brevemente la questione, tanto per avere un’idea di ciò di cui stiamo parlando. Nelle settimane precedenti al 30 aprile, giorno delle primarie del Partito Democratico, abbiamo ricevuto una serie di segnalazioni su possibili irregolarità nello svolgimento della consultazione in alcuni Comuni della provincia di Napoli. Dopo aver condotto alcune verifiche preliminari, abbiamo deciso di monitorare con attenzione la situazione di alcune zone, tra cui i due seggi della città di Ercolano.

La presenza di qualche decina di migranti in uno dei due seggi non rappresentava di per sé una anomalia. E ci mancherebbe altro: per quanto ci riguarda, non c’è un solo motivo per il quale si dovrebbe impedire la partecipazione a un processo democratico a persone che vivono sul nostro territorio e che sono a tutti gli effetti parte della comunità. Noi però facciamo i giornalisti e abbiamo fatto ciò che fanno i giornalisti: domande, verifiche, riscontri.

Abbiamo verificato come si trattasse di ragazzi provenienti dal centro di accoglienza “Belvedere” e abbiamo chiesto loro quali fossero le motivazioni della loro partecipazione al voto. Qualcuno ha preferito non rispondere, altri ci hanno spiegato i termini della questione. Che sono quelli mostrati nei video, né più né meno. In breve

  • Poca o nulla conoscenza del merito delle primarie;
  • poca o nulla conoscenza dei candidati in lizza;
  • nessuna volontà personale di recarsi a votare;
  • ragazzi portati a votare dalla macchina utilizzata dagli operatori del centro;
  • due euro e documentazione per il voto “forniti” da personale del centro;
  • indicazione di voto per la lista a sostegno di Matteo Renzi.

Insomma, dal racconto dei ragazzi del centro di accoglienza emerge l’ipotesi di un voto pilotato, che per loro sarebbe stato, a sentire un operatore del centro, “importante”.

Nella parte finale del primo video è riportata la considerazione personale di un ospite del centro: “Mi sono detto che forse questo (il voto alle primarie, ndr) avrebbe potuto aiutarmi a ottenere i documenti”.

Il Sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, tramite un video postato sul suo profilo Facebook, ha parlato di "vergognosa strumentalizzazione", di "fango e veleno su una festa eccezionale alla quale hanno partecipato 5mila persone", dicendo che dovremmo "vergognarci" per un video che mostrerebbe il "voto in cambio del permesso di soggiorno, che loro già hanno" e ribadendo come i migranti siano inseriti nella comunità tanto da aver già partecipato a molte iniziative politiche. Una linea difensiva rispettabile, ma che nulla ha a che fare con quanto mostrato dai nostri video e che contrasta col racconto dei ragazzi.

Ripetiamo, anche a beneficio del Sindaco di Ercolano, il problema è dato dal voto consapevole, spontaneo e "voluto" dei migranti e dalle eventuali indicazioni di voto, non dalla legittimità della loro partecipazione alla vita politica del PD o di qualunque altro partito.

Il responsabile del centro, invece, nega ogni addebito, sostenendo di non aver accompagnato i migranti a votare ("Forse qualcuno ha ottenuto qualche passaggio da noi in auto per andare a messa o per andare in moschea, ma nessuno ha organizzato queste spedizioni per portarli al voto"), ipotizza che forse "qualche persona che lavora al centro abbia parlato di iniziative politiche, abbia espresso la sua preferenza per Renzi" e parla di "uno scandalo che non c'è". Anche in questo caso si tratta di dichiarazioni che non combaciano con i racconti dei ragazzi. Noi registriamo questo, al netto di ogni valutazione personale o politica.

Un ultimo passaggio ci sembra doveroso ed è relativo alle strumentalizzazioni e alle speculazioni politiche. Ci interessa chiarire con forza che la campagna "contro" il voto dei migranti e la loro partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese non ci appartiene e non ci apparterrà mai. La nostra linea sull'accoglienza, sull'integrazione e sulla solidarietà nei confronti di richiedenti asilo, migranti e profughi è fin troppo chiara e per noi parlano le decine e decine di articoli, inchieste, reportage ed editoriali.

Un lavoro, quello contro le narrazioni tossiche sui migranti, che portiamo avanti con orgoglio, tra mille complessità e assieme a pochi altri mezzi di informazione.