C'è un unico italiano nella classifica dei 50 leader più influenti al mondo stilata dalla rivista americana "Fortune", e non si tratta di un presidente del Consiglio, di un capo di Regione o di qualcuno al vertice di importanti enti. In un elenco ch comprende Papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San Suu Ky e Bono degli U2, trova posto al quarantesimo posto Domenico Lucano, sindaco del comune calabrese di Riace, in provincia di Reggio. Il suo merito è l'aver dato ospitalità a oltre seimila immigrati da quando è diventato primo cittadino del paese della Locride. Molti di coloro che sono stati accolti, tra l'altro, sono rimasti e hanno contribuito alla rivitalizzazione del centro calabrese, avviando una serie di attività artigianali e imprenditoriali. Una consuetudine che Lucano chiama "utopia della normalità".

Il sindaco ha spiegato di non aver mai "inseguito questa classifica" e non ne sapeva nulla fino a pochi giorni fa. Al Fatto Quotidiano ha raccontato di non mettere in atto la sua politica di accoglienza "per una carriera politica": "Mi sento di appartenere agli ultimi e non ai primi. Mi dà un certo disagio la storia americana di questa classifica. Tuttavia sono contento nell’animo perché mi dà la sensazione che quello che stiamo facendo ha trasmesso il messaggio di umanità di un luogo nonostante le sue precarietà economiche e sociali e i condizionamenti della criminalità organizzata. Mi sento di condividere questo riconoscimento con tantissime persone che sono passati da qui come il vescovo Bregantini". Lucano si augura che questa gratificazione "possa rappresentare una svolta positiva anche per Riace e per tutta la Calabria, dando la possibilità anche agli ‘ultimi’', che noi ci ostiniamo a voler rappresentare, di vedere riconosciute le loro istanze".