Chissà che effetto ha fatto l'ordinanza diffusa stamattina sui social network a firma del sindaco di Bari, Michele Emiliano, ai cittadini del capoluogo pugliese. Qualcuno è andato in escandescenza, qualcun altro ha tentato di farsi ricevere dal primo cittadino per esprimergli tutta la sua rabbia, ma la maggior parte delle persone ignorato l'ordinanza e, dopo averla letta e riletta, poi controllato la data del calendario, ha sorriso pensando a un "pesce d'aprile" di qualche burlone. L'ordinanza del sindaco diffusa stamattina ha comunque mandato in tilt il centralino del municipio, tanto che i funzionari sono stati costretti a rispondere a decine di telefonate. Il documento recitava: "Il Sindaco ha emanato la seguente ordinanza di decoro, igiene e sicurezza urbana: CONSIDERATO"

"A. che la città di Bari è nota per essere capitale del consumo di pesce e frutti di mare quali MOLLUSCHI (come calamari, totani, polpi, seppie, moscardini), MOLLUSCHI BIVALVI VIVI (cozze e vongole), CROSTACEI come gamberi, scampi, aragoste, astici, granchi e granseole, canocchie, ECHINODERMI (ricci di mare); B. che il consumo di tali prodotti del mare avviene di preferenza ad opera dei cittadini baresi senza previa cottura nella forma cosiddetta di "CRUDO DI MARE" e che l'atto del consumo di tali prodotti si realizza con il contatto diretto mani-bocca provocando rumori molesti; C. che tali situazioni, eventi e comportamenti censurabili si perpetrano in luoghi pubblici e privati; D. che questo ufficio ha ricevuto numerose lamentele ad opera di cittadini e turisti in visita disturbati dalla visione di tali scene e dai rumori prodotti; E. che il passaggio mano-bocca del cibo senza adeguati preventivi adempimenti può essere considerato insicuro e rischioso per la salute; F. che sussiste un oggettivo pericolo per la privata e pubblica incolumità non fronteggiabile con gli ordinari strumenti di amministrazione attiva e, conseguentemente, sussiste la necessità improcrastinabile di tutela dei preminenti diritti delle persone: alla salute e alla quiete di residenti e turisti, alla sicurezza urbana, all'igiene pubblica, alla tutela del patrimonio pubblico, del decoro urbano e dell'ambiente".

Dopo la lunga premessa è arrivata la doccia fredda che ha mandato su tutte le furie soprattutto i cultori della tradizione gastronomica barese, che si fonda anche sul consumo di "crudo di mare": "Ritenuto opportuno prescrivere norme comportamentali di divieto, idonee ad assicurare il decoro urbano e la prevenzione di condotte sgradite, sia in applicazione di disposizioni normative e regolamenti vigenti, sia extra ordinem ORDINA: 1. il divieto assoluto di consumare in pubblico e in privato pesce e frutti di mare crudi senza l'utilizzo degli idonei strumenti quali forchetta, coltello e cucchiaio; 2. il divieto assoluto di produrre rumori molesti all'atto del consumo degli stessi prodotti ittici". Per fortuna si trattava solo di un simpatico pesce d'aprile.