Sindacati e Ministero hanno raggiunto l'accordo sui trasferimenti e sulla chiamata diretta degli insegnanti per l'anno scolastico 2017/2018. Nel corso della notte sono infatti stati siglati due documenti tecnici che potrebbero in parte ricucire lo strappo tra corpo docente e governo sorto in seguito all'approvazione della cosiddetta Buona Scuola e del conseguente trasferimento dei docenti meridionali nel Nord Italia causa penuria di cattedre libere negli originari luoghi di residenza. Con il contratto integrativo siglato questa notte dai sindacati della scuola – Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals – dal prossimo 13 aprile i docenti italiani potranno inoltrare le domande per richiedere il trasferimento. Inoltre, un'ulteriore delibera ha modificato i requisiti relativi alla cosiddetta "chiamata diretta" dei docenti, diminuendo in sostanza il potere discrezionale del dirigente scolastico, alto punto che venne duramente contestato in seguito all'approvazione dell'originaria riforma della scuola. “Con questo accordo si limita la discrezionalità del Dirigente Scolastico che dovrà attenersi alla delibera del collegio docenti e si è ridotto al minimo il numero dei requisiti", spiega al Uil.

Per chiedere trasferimento, i docenti potranno inoltrare la domanda dal 13 aprile al 6 maggio utilizzando i servizi online che a breve verranno messi a disposizione. Gli insegnanti che intendono cambiare scuola potranno quindi esercitare 15 scelte, ambiti e province, ma anche indicare i cinque istituti preferiti. Il vincolo triennale di permanenza sulla sede di prima assunzione previsto dalla Buona Scuola per quest'anno, dunque, non sarà valido. In sostanza, se ci sarà il posto in una determinata scuola, il docente che avrà totalizzato il punteggio maggiore verrà collocato nell'istituto prescelto, mentre a scalare tutti gli altri insegnanti andranno negli ambito territoriali indicati nella domanda e saranno soggetti alla chiamata da parte dei dirigenti scolastici.

Per la scelta dei docenti a chiamata diretta, i presidi dovranno adeguarsi alla delibera dei Collegi dei docenti che sceglieranno 6 degli 11 requisiti stabiliti a livello nazionale dall'accordo sottoscritto questa notte. Saranno dunque i collegi a stabilire di quali figure la scuola necessità e stabilire i criteri da seguire, in base al Pof. Al preside rimarrà la facoltà di valutare i titoli per individuare i docenti cui affidare l'incarico triennale.

Siglati i due accordi, al momento riparte aperta un'altra partita, questa volta con il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il Miur, infatti, effettuerà trasferimenti e assunzioni sulla base dei posti liberi in organico di diritto e al momento sono previsti 20mila prepensionamenti dal primo settembre 2017 e 16mila posti vacanti, ma i sindacati da tempo chiedono che vengano stabilizzate ulteriori 25mila cattedre. Il Mef, però, a quanto pare, sarebbe disposto a concederne non più di 10mila.