“Questa è la vera immagine della maternità”: la raccolta fotografica che ne ritrae anche i lati più oscuri

Credits_ fotografie del progetto Eye Mama Project
Credits: fotografie del progetto Eye Mama Project
Il progetto “Eye Mama Project” nato nel 2020 dalla fotografa e madre Karni Arieli raccoglie fotografie provenienti da madri di tutto il mondo, con l’obiettivo di rivelare con scatti realistici, la vera essenza della maternità.

Cosa significa davvero diventare mamme? Veder muovere un bimbo per casa, e la propria vita modificarsi in relazione ai bisogni di una nuova vita? A mostrarlo sono gli scatti del progetto fotografico "Eye Mama Project" che ha preso vita nel 2020, quando Karni Arieli, mamma, fotografa e regista cinquantenne di Bristol, vista la potenza dei social in quello specifico momento storico, ha deciso di rompere con tutte le immagini stereotipate che definivano la maternità sempre e solo come un'esperienza meravigliosa.

La raccolta di foto della maternità

Proprio durante la pandemia, mentre il mondo chiudeva, Karni Arieli sperimentava la difficile gestione della sua attività lavorativa e dei figli, intrattenuti dalla scuola solo attraverso degli schermi. Pensava che la fatica fosse condivisa in quel preciso periodo, ma vedere certe immagini online di una maternità serena e patinata l'ha spaventata molto. Da qui l'idea di raccogliere in un portfolio, come si legge dal sito del progetto"vere e potenti narrazioni emozionali della maternità, condividendo proprio lo sguardo delle mamme e guardando introspettivamente nelle famiglie e nelle case". Così 70.000 foto scattate da donne provenienti da 60 Paesi del mondo, che hanno accolto la sfida, sono riuscite a dipingere, in estrema sincerità, ciò che per ciascuna di loro significa e ha significato diventare madre.

Foto di @isabel.alcaine_ Credits: profilo Instagram di @eyemammaproject
Foto di @isabel.alcaine_ Credits: profilo Instagram di @eyemammaproject

I ritratti ritraggono bambini nell'ombra, donne intente ad allattare un figlio piccolo, mentre il maggiore richiede attenzioni, cicatrici di un parto cesareo d'urgenza ma anche il dolore dell'infertilità o di un aborto spontaneo. Agli scatti hanno partecipato tantissime tipologie di famiglie, perché anche se il termine "mama" è stato scelto per unificare tutte le esperienze di maternità, essendo "un termine affettuoso, un soprannome e una parola che rappresenta il basilare attaccamento del bimbo alla figura materna" è in realtà un contenitore per le più disparate esperienze di genitorialità. "Tra le fotografie figurano processi di fecondazione assistita e la narrazione dei lunghi e complessi iter adottivi".

Nel maggio 2023 questa raccolta di immagini, grazie a 228 di loro, si è trasformata in un libro che ha vinto diversi premi per la diversità sociale e l'inclusione ed è arrivato per mostrare luci e ombre di un lavoro ancora troppo spesso sottovalutato e tenuto all'oscuro: la difficoltà del lavoro di cura che ricade sempre e solo sulle mamme.

La maternità come un viaggio tra le emozioni

Intervistata dalla BBC, l'ideatrice della mostra, la fotografa Arieli, ha spiegato che a suo avviso le fotografie sono riuscite e riescono tutt'ora nel loro intento, quello di mostrare la maternità come: "Un viaggio gioioso e faticoso, che porta con sé momenti di amore profondo, travolgente frustrazione e costante vulnerabilità".

Secondo la fotografa il tema non è da intendere come solo rivolto alle madri, ma a tutti, perché se non tutti vivranno l'esperienza della maternità, tutti sono stati figli ed è giusto conoscano le sfide vissute dalle loro mamme. Il progetto dà un volto e luce a tutte le donne che nella vita si prendono cura dei loro figli come meglio possono, e sottolinea l'importanza di costruire un vero e proprio villaggio attorno a loro: "Riflesse nelle loro stesse fotografie o in quelle di altre donne, le mamme riescono finalmente a sentirsi meno sole e a vedere il loro impegno quotidiano riconosciuto" ha concluso Arieli alla BBC.

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