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Violenti scontri in Egitto: oltre 75 morti e 1000 feriti

Sale drammaticamente il bilancio degli scontri avvenuti al Cairo e in altre città dell’Egitto durante le manifestazioni dei sostenitori e degli oppositori del presidente deposto Morsi. Secondo quanto riporta l’agenzia Mena, sono morte 75 persone. Per altre fonti il bilancio sarebbe ancora più pesante.
A cura di Susanna Picone
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Settantacinque persone sono morte e oltre mille sono rimaste ferite negli scontri tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano deposto Mohamed Morsi. È il tragico bilancio delle violenze delle ultime ore avvenute al Cairo e in altre città egiziane. Nella serata di ieri erano morte cinque persone ad Alessandria. L’agenzia di Stato Mena, citando fonti ospedaliere, ha fornito il drammatico bollettino. Persino peggiore il computo delle vittime riferito dall’ufficio di corrispondenza locale dell’emittente televisiva Al Jazira secondo cui le persone uccise ammonterebbero a centoventi, i feriti a circa 4500. Durante le violenze di piazza, la polizia ha arrestato 53 attivisti dei Fratelli Musulmani che erano in possesso – dice ancora l’agenzia Mena – di armi, di bombe Molotov e di altri ordigni.

La denuncia dei Fratelli Musulmani – Migliaia le persone in piazza Tahrir al Cairo per esprimere il proprio sostegno ai militari che hanno rimosso l’ex presidente. Gli scontri più violenti si sono registrati ad Alessandria e nella capitale, in particolare nel quartiere del Cairo di Nasr City, roccaforte dei sostenitori di Morsi. I Fratelli Musulmani hanno accusato la polizia di aver sparato con delle pallottole vere contro i manifestanti. Gehal el-Haddad, portavoce del partito di Morsi, ha detto che le forze di sicurezza “non sparano per ferire, ma per uccidere”.

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