A Verona è passata la linea anti-abortista. La mozione 434 del consiglio comunale che dichiara ufficialmente Verona "Città a favore della vita", e che finanzia associazioni cattoliche a scopo di lucro che promuovono anche iniziative contro l'aborto è stata approvata con 21 voti a favore e 6 contro. "La maggioranza ha cercato, senza successo, di far mettere all'ordine del giorno l'altra mozione che prevede la sepoltura automatica dei feti abortiti anche contro la volontà della donna coinvolta", hanno denunciato le attiviste di "non una di meno". Inoltre circa 40 persone, a cui sono stati sottratti temporaneamente i documenti, sono trattenute nell'androne del consiglio comunale: "Non si capiva cosa stesse accadendo – ci spiegano da ‘Non una di meno Verona' – Per mezz'ora abbiamo protestato in attesa che ci restituissero i documenti. C'era anche la polizia presente. Il nostro sospetto è che ci stessero identificando. Ma non lo sappiamo con certezza".

Per le associazioni, tra cui movimenti lgbt e antifascisti di Verona, il voto di ieri è stata una doccia fredda. Un accordo politico inaspettato. Anche questa volta, non appena è stata indetta la votazione, una ventina di attiviste si sono vestite da ancelle in segno di protesta: il costume richiama la serie tv ‘The Handmaid’s Tale', dove le donne vestite con tuniche, mantelli rossi e copricapi bianchi, vivono come schiave sessuali e incubatrici viventi. A quel punto tutte le attiviste presenti in Aula sono state accompagnate fuori.

"Ci avevano assicurato dal Pd che avrebbero fatto mancare il numero legale. Dalla nostra parte c'erano anche tre consiglieri della Lega che sono in rottura con il sindaco Sboarina. E invece ci hanno voltato le spalle. Purtroppo persino la capogruppo del Pd Padovani ha votato a favore". 

Lo scopo di questa mozione quindi è quello di mettere a bilancio dei finanziamenti per delle associazioni cattoliche dichiaratamente anti-abortiste: "Il che significa che non stanno finanziando con soldi pubblici delle strutture pubbliche: intendono finanziare delle associazioni esplicitamente già schierate contro l'aborto". Uno di questi progetti è il progetto Gemma, attraverso cui il comune vuole sostenere economicamente le donne che non sanno se portare avanti o meno la loro gravidanza, perché magari si trovano in difficoltà: "Stanno riducendo la scelta di una donna ad abortire a un mero problema economico. Iscriversi a quest'associazione costa 2880 euro, soldi che servono per ‘adottare' il feto. E poi c'è il progetto ‘Culla segreta', di cui sono stati affissi i manifesti in varie città, e che da questo momento sarà a spese nostre".

Da ‘Non una di meno' stanno preparando iniziative di protesta: oltre alla manifestazione nazionale anti-sessista e anti-fascista, verrà pubblicato l'elenco di tutti i consiglieri che hanno votato ‘sì', e il movimento allegherà la loro mail, promuovendo così un'azione di ‘mail bombing', da parte di chi non è d'accordo con quest'orientamento.

Cosa è la sepoltura automatica dei feti

La mozione era all'ultimo punto dell'ordine del giorno, e durante la discussione è stata spostata al primo punto. I consiglieri hanno provato, attraverso una procedura contestata dall'opposizione, a inserire anche una seconda mozione, quella che contiene la sepoltura automatica dei feti dei bambini non nati, in prossimità del monumento omonimo, già presente nel Cimitero monumentale di Verona. "I numeri per approvare questa seconda mozione ci sono. E sicuramente riusciranno presto a far passare anche questa". La sepoltura automatica è in realtà un regolamento regionale, già approvato, e che aspetta solo di essere applicato: qualsiasi sia il motivo dell'aborto, spontaneo o no, il feto viene automaticamente sepolto, senza il consenso della madre. "Non c'è nessun rispetto per l'elaborazione del lutto della donna. Il consigliere di maggioranza, Zelger, che ha presentato la prima mozione, ha mostrato durante la discussione un feto di plastica, snocciolando dati falsi. Ha detto che l'interruzione di gravidanza viene utilizzata come mezzo di controllo delle nascite. E che è aumentato l'aborto d'emergenza, facendo riferimento alla pillola del giorno dopo, che come ha detto l'Aifa è un contraccettivo e non un farmaco abortivo".