Ancor prima di trovare un accordo tra MoVimento 5 Stelle e Lega e far partire così il governo, si iniziano a muovere alcuni deputati e senatori avanzando proposte di legge sui temi più svariati. Il senatore leghista Paolo Arrigoni è il primo firmatario del disegno di legge, presentato insieme ai colleghi del suo gruppo, con il quale si vorrebbe eliminare, in sostanza, il decreto Lorenzin con il quale si obbligano i bambini che frequentano il nido e la scuola dell’infanzia a vaccinarsi per avere accesso agli istituti. In caso di governo M5s-Lega la proposta potrebbe essere approvata, considerando le dure critiche di entrambi i gruppi alla legge che ha introdotto l'obbligo vaccinale per i bambini.

Arrigoni spiega da cosa nasce questa proposta: “L’esclusione dai servizi educativi e dalle scuole dell'infanzia dei minori non vaccinati della fascia d'età 0 – 6 anni quale provvedimento sanzionatorio previsto dal decreto legge Lorenzin è del tutto discriminatorio, irrazionale e ingiustificato in assenza di motivi sanitari”. In base a queste motivazioni la proposta di legge prevede alcune modifiche alla legge grazie alle quali le vaccinazioni non sarebbero più requisito di accesso né comporterebbero la decadenza dell’iscrizione al nido e alla scuola dell’infanzia.

Le modifiche proposte da Arrigoni e dal gruppo della Lega vengono definite dai proponenti come “il primo passo verso il superamento di alcune delle più evidenti storture causate da un decreto legge vessatorio e pasticciato, che la Lega si impegna a rivedere successivamente in modo ben più incisivo”.

Le critiche del Pd: "A rischio salute collettiva"

La presentazione del progetto di legge viene fortemente criticata da Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd. “Il trend in diminuzione delle coperture vaccinali è stato la causa di un'estesa epidemia di morbillo – argomenta -. Grazie alla legge sull'estensione dell'obbligo vaccinale, approvata dal governo Gentiloni, ora la copertura anti-polio nei bambini nati nel 2015 si avvicina al valore soglia del 95% guadagnando, nel 2017, un +1,2% rispetto al 2016. La copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo cresce del 4,42%. Aumentano anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie. Tutto questo vuole essere ora messo in discussione da una proposta di legge della Lega della quale non si sentiva alcuna necessità”.

Non contenti del fallimento dei loro ricorsi con la Regione Veneto, e della piena legittimità della legge rimarcata prima dal Consiglio di Stato e poi dalla Corte Costituzionale – conclude Gelli – i leghisti tornano ancora una volta alla carica mettendo a rischio la salute collettiva. Nella loro proposta viene inoltre sottolineata la necessità di ricorrere a vaccini monocomponenti. Tutto questo nonostante le società scientifiche che si occupano della materia si siano già espresse su questo punto, spiegando che non esistono rischi tali da controindicare la vaccinazione nei soggetti già immuni per malattia naturale o precedente vaccinazione per una o più malattie”.