Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti è pronto a perseguire legalmente il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, per spionaggio e spera di processarlo a breve in un tribunale a stelle e strisce. È quanto riporta il Wall Street Journal, riferendo di un documento segreto presente in un procedimento giudiziario non collegato e specificando che le competenti autorità americane stanno discutendo delle accuse che gli saranno mosse e di come riportarlo in patria dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove è rifugiato dal 2012. Secondo alcuni rumors, Washington starebbe valutando anche l'accusa di spionaggio.

A quanto pare, la decisione sarebbe arrivata perché il nuovo presidente dell'Ecuador, Lanin Moren, eletto lo scorso anno, non guarda ad Assange con favore, definendolo "un sasso nella nostra scarpa". Tuttavia, si tratta soltanto di ipotesi, dal momento che il vice procuratore generale degli Stati Uniti Kellen Dwyer ha chiesto al giudice di secretare il fascicolo. Il motivo? "La complessa personalità della persona accusata e la pubblicità che circonda questo caso, non esiste altra procedura che possa mantenere riservato il fatto che Assange sia già stato incriminato", scrive il Washington Post. Dunque, ad ora i funzionari Usa non hanno commentato la divulgazione nel documento, e le accuse rivolte ad Assange al momento non sono chiare.

La possibile incriminazione di Assange negli Usa potrebbe avere anche delle ripercussioni sul lavoro del procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sulle eventuali collusioni tra la campagna elettorale di Donald Trump e la Russia per influenzare il voto. Si ricordi che Assange divenne famoso nel 2010, quando sulla sua piattaforma Wikileaks, di cui è cofondatore e caporedattore, pubblicò documenti segreti americani. Dal 2012 ha trovato rifugio nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dopo aver ricevuto asilo politico dal paese sudamericano.