La discussione sulle unioni civili continua a dividere sia il Partito Democratico che la maggioranza. Della legge ha parlato questa sera tra gli altri il leader di Ap e ministro dell’Interno Angelino Alfano il quale ha spiegato che la posizione del suo partito è sempre rimasta la stessa. Alfano ha inoltre avvertito il governo Renzi: le unioni civili, ha spiegato, non fanno parte del programma del governo: “C’è il rischio che la palla di neve diventi una slavina. Spero che il Pd – ha continuato in un’intervista al Tg3 rispondendo sui possibili rischi per l’esecutivo dal provvedimento in esame – trovi un punto di equilibrio”. “Noi – ha chiarito il ministro Alfano – abbiamo sulle unioni civili una posizione sempre uguale, ci sono tre questioni: i diritti patrimoniali dei soggetti della coppia, l'equiparazione al matrimonio e la questione dei figli. Siamo per rafforzare diritti patrimoniali di persone, anche dello stesso sesso, che si uniscono nel vincolo. Questa cosa non si può tramutare in una piena equiparazione al matrimonio. E quindi noi diciamo no a equiparazione e adozioni”. Secondo Alfano “c'è sempre la possibilità che il Pd da qui alle prossime settimane, quando si andrà a votare, trovi un punto di equilibrio scongiurando l'equiparazione al matrimonio e alle adozioni”. Quanto a possibile modifiche al ddl Cirinnà in discussione sul tema della stepchild adoption Alfano che detto che “per come si sta configurando se non è zuppa è pan bagnato. Noi non ci stiamo”.

A proposito della stepchild adoption e in particolare sulla possibilità che nella Direzione Pd del 18 gennaio ci possa essere un voto sulla linea del partito sulle unioni civili è intervenuta intanto la senatrice Dem Rosa Maria Di Giorgi secondo cui ove ci fosse una votazione significherà che non c’è libertà di coscienza. Per Di Giorgi la stepchild adoption “non è una mediazione. Noi, con l'affido rafforzato, proponiamo una mediazione che dia tutti i diritti e tutte le funzioni di genitorialità” e che vada nella direzione “della tutela dei bambini”. “Se non c'è disponibilità a lavorare ancora” in questo senso – ha detto ancora – “è evidente che andremo in Aula e ci conteremo”.