Lega e M5S sempre più divisi sulle Grandi Opere. Nel governo si temporeggia, nel tentativo di trovare una sintesi tra due posizioni che non potrebbero essere più distanti. Stando alle indiscrezioni di fonti del governo, l'analisi tecnica sui costi-benefici per la Tav sarebbe negativa, ma la bozza non è ancora definitiva. La Lega sarà in piazza, sabato prossimo a Torino, partecipando al flash mob per il Sì alla Tav. A dirlo è Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera e segretario in Piemonte. "Siamo pronti a sostenere con forza le ragioni dei Sì Tav – ha spiegato – anche sabato in piazza Castello, a fronte della dichiarata scelta di apoliticità del comitato promotore della manifestazione. La Lega non ha mai avuto dubbi la Tav va realizzata: è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell'economia piemontese, e di tutto il Paese". L'analisi costi-benefici sulla Torino-Lione è approdata sul tavolo del ministero dei Trasporti, ma il ministro Danilo Toninelli ha detto che sarà necessario ancora qualche giorno per ottenere il responso ufficiale: "Oggi ufficialmente non c'è perché è sottoposta al vaglio di conformità: stiamo verificando se risponde a tutte le deleghe. È un lavoro che comporta qualche giorno. Terminato, metteremo il protocollo e diremo che ufficialmente l'analisi esiste. Oggi non possiamo dirlo, è sottoposta al vaglio, c'è una bozza".

Il ministro ha precisato che l'analisi si compone di "alcune decine di pagine di una certa complessità". Una volta che la valutazione sarà completata e si potrà dire che l'analisi "esiste", ha spiegato il ministro, "prenderò la mai cartellina, andremo a Bruxelles con la ministra francese e la condivideremo e lì dovrò aspettare le deduzioni e analisi dei tecnici francesi, perché è un'opera internazionale, dopodiché apriremo il dibattito politico". Cauto anche il vicepremier Luigi Di Maio: "Non l'ho letta, è uno studio preliminare", ribadendo però che Il M5S è assolutamente contrario: "Quelle risorse potrebbero essere utilizzate per migliorare la mobilità cittadina".

La possibilità che si indica un referendum consultivo non è scongiurata: "Al governo si discute, anche sulle infrastrutture. Io sono a favore di nuove strade e ferrovie. La Tap, ad esempio, è in corso di lavorazione. Sono a favore della Tav e affinché vada avanti. Se l'analisi dei tecnici sulla Tav fosse negativa, nessuno di noi vorrebbe né potrebbe fermare una richiesta di referendum", ha detto Matteo Salvini, in un'intervista a Rtl. Sull'ipotesi referendum Toninelli frena: "Di referendum si parla solo in caso di necessità. Le analisi si leggono, dopodiché la devo comparare con l'analisi tecnico-giuridica. Faremo la stessa cosa che abbiamo fatto con il Terzo Valico, con la massima trasparenza. Chiunque non è d'accordo per le opinioni, gli dirò che qui non ci sono opinioni, ci sono dei dati matematici e tecnici".

Il presidente della Regione Sergio Chiamparino spinge verso la consultazione popolare: "Se il governo dirà no alla Tav, chiederò al Consiglio regionale di indire con apposita legge un referendum consultivo al quale, se lo riterranno, potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia, Valle d'Aosta, e Liguria, in modo da avere una grande giornata in cui tutto il Nord Italia si pronunci su un eventuale decisione di bloccare la Tav". 

"Sul referendum Chiamparino fa solo parole – attacca Molinari – Dia un segnale forte di serietà, mettendo rapidamente mano alla proposta di legge per disciplinare il referendum consultivo targata Lega". Manca infatti la legge attuativa delle norme sul referendum nello statuto regionale. "Se prima il centrosinistra aveva la scusa di non approvarla per evitare il referendum sull'autonomia – ha detto Molinari – oggi la legge tornerebbe utile per la Tav".