Il Talmud babilonese (o semplicemente Talmud) è il testo sacro ebraico redatto tra il III e il V secolo e composto da 63 trattati.
in foto: Il Talmud babilonese (o semplicemente Talmud) è il testo sacro ebraico redatto tra il III e il V secolo e composto da 63 trattati.

Undici milioni di euro stanziati, più di 90 esperti tra traduttori e ricercatori provenienti da tutto il mondo. Numeri imponenti per uno dei più grandi progetti italiani di traduzione realizzati negli ultimi anni. Al centro uno dei testi sacri dell'ebraismo, il Talmud Babilonese. Per l'occasione è stata creata anche un'applicazione web apposita, "Traduco", capace di connettere una comunità internazionale di traduttori altamente specializzati. La traduzione commentata, con testo originale a fronte in lingua ebraica e aramaica, è stata realizzata con strumenti avanzati di linguistica computazionale, rappresentando un unicum nel panorama italiano.

Il progetto di Traduzione del Talmud, dal 2011 a oggi

Il progetto è partito il 21 gennaio 2011 con la firma del protocollo d’intesa del Progetto fra presidenza del Consiglio dei Ministri, MIUR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Collegio Rabbinico Italiano. Rappresenta non solo uno straordinario arricchimento del patrimonio culturale italiano ma consentirà anche l’accesso a un’opera che ha influenzato la storia europea degli ultimi mille anni. Il Talmud, infatti, non è soltanto un testo fondamentale della religione ebraica, ma tocca ogni aspetto della cultura israelitica, dalla giurisprudenza alla scienza, dalla filosofia alla vita di tutti i giorni. L'app "Traduco" è stata  progettata tenendo conto sia dei componenti per il trattamento del testo sviluppati secondo i principi della linguistica computazionale sia degli strumenti editorialmente più avanzati.

Come tutti i device elettronici degli ultimi anni è in costante sviluppo, ancor più perché si tratta di un sistema concepito all’interno di un istituto di ricerca. "Traduco" è in grado di fornire al traduttore, in modo automatico, suggerimenti di possibili traduzioni prodotte sulla base del repertorio di traduzioni già effettuate, sia dal traduttore stesso che da altri traduttori: dopo quattro anni e mezzo di lavoro, la memoria è divenuta così ricca da consentire al sistema di suggerire automaticamente, una volta su due, una traduzione esatta. Il primo volume, Rosh haShana, è stato donato al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella nella prestigiosa sede dell’Accademia dei Lincei il 5 aprile 2016. Nel giugno dello stesso anno è stato donato anche al presidente dello Stato di Israele, Reuven Rivlin. Nel 2017 è stata la volta del secondo trattato, Berakhòt, e nel 2018 del terzo, Ta’anìt. Dal 23 al 29 ottobre 2017, il progetto di traduzione è stato anche protagonista di un roadshow negli Stati Uniti con una serie di eventi organizzati proprio per diffondere l'iniziativa e a giugno di quest'anno verrà presentato a Mosca.

La parola agli esperti: Clelia Piperno e il ministro Bussetti

Alla guida del progetto ci sono il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Shemuel Di Segni, e la professoressa Clelia Piperno. Durante la cerimonia di presentazione al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, proprio quest'ultima, direttrice del Progetto Talmud, ha espresso il suo entusiasmo:

La traduzione del talmud in italiano è la risposta locale a un bisogno globale, è un ponte tra il passato e il futuro della cultura ebraica mondiale. È un progetto che parla dell’ebraismo vivo e che rappresenta una maniglia d’oro per entrare dalla porta più importante che la cultura ebraica possa offrire all’interno di qualsiasi contesto nazionale e internazionale. Sono certa di avere aperto una banca di saperi perché il nostro futuro viene dalla conoscenza della nostra storia e dal consentire a tutti di poterla comprendere. La traduzione globale del talmud rappresenta l’investimento di e per una comunità che si potrà avvalere di questo strumento per approfondire la conoscenza delle proprie radici e renderle fruibili alle generazioni più giovani, con tutti i benefici che deriveranno dal rafforzamento delle identità. Per la prima volta è stato possibile alla generazione che ha iniziato la traduzione vederne la conclusione. Il software ci consente la velocità, la congruità scientifica e l’omogeneità fino a questo momento inimmaginabili e irrealizzabili.

Parole di lode sono arrivate anche da parte del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Marco Bussetti:

Questo progetto di traduzione è unico al mondo e dobbiamo essere orgogliosi che sia l’Italia a promuoverlo e portarlo avanti. È l’unico programma di ricerca d’avanguardia di questo tipo nel panorama internazionale ed è la prima volta che un Governo supporta anche finanziariamente un progetto di tecnologia applicato alla cultura. Continueremo a farlo garantendo i necessari finanziamenti che abbiamo già aumentato in modo significativo, proprio perché crediamo in questa iniziativa. Uniamo così il nostro presente più prossimo, l’intelligenza artificiale, alle nostre radici, al nostro passato.