7.092 CONDIVISIONI
25 Febbraio 2022
12:30

Perché amiamo ricevere (e spedire) pacchi?

Che sia un pensiero inaspettato o un acquisto che noi stessi abbiamo fatto, ricevere un pacco è sempre una gioia indescrivibile. Ma cosa si nasconde dietro tanta meraviglia? Se lo chiede perfino la scienza e a quanto pare ha radici molto profonde!
Immagine
A cura di Ciaopeople Studios
7.092 CONDIVISIONI

Negli ultimi anni, su internet, è nato un fenomeno tanto peculiare quanto di successo: l’unboxing. Si stima che il 20% dei canali sui più noti siti di streaming video tratti appunto lo “spacchettamento” di acquisti o regali. Aprire un pacco, insomma, ci piace non solo quando a farlo siamo noi ma anche quando è qualcun altro a scartare l’Involucro. E in effetti se c’è qualcosa che si può comprare online, con una breve ricerca sarà possibile con gioia e interesse partecipare anche al rito di chi, il pacchetto, lo sta scartando.

Impacchettare i regali, infatti, ha una lunga tradizione che parte dalla Cina (dove la carta è stata inventata) fin dall’Anno Mille, arrivando poi a noi con il suo carico di meraviglia. Oggi i nostri pacchi molto spesso compiono lunghi tragitti – noi iniziamo portandoli in uno dei punti di ritiro della rete Punto Poste o all’Ufficio Postale o prenotando facilmente via web il ritiro a casa senza dover stampare etichette o altri documenti. Veicoli sempre più ecologici li trasportano poi verso i centri di smistamento dotati delle più efficaci tecnologie e infine arrivano a casa – oppure, semplicemente, li andiamo a ritirare in uno dei Punti di Poste, incarnato nel nostro tabaccaio di fiducia. Se spedire e ricevere pacchi è diventato così semplice e smart, quello che succede alle nostre emozioni quando li apriamo è invece molto umano e “complicatissimo”: parola della scienza.

Proviamo non solo piacere per l’attesa che anticipa l’arrivo del nostro dono, ma anche nel momento in cui ci armiamo di taglierino e forbici per aprirlo con cura e trepidazione. Secondo diversi studi, infatti, preferiamo che gli oggetti siano incartati, piuttosto che privi di confezione, anche quando stiamo acquistando qualcosa di molto “quotidiano”, come le capsule per il caffè o i detersivi. D’altronde in Giappone esiste perfino una parola per indicare “l’arte di impacchettare” gli oggetti, non solo per regalarli e adornarli, ma soprattutto per proteggerli e godere della loro bellezza: è lo tsutsumi. Nell’era moderna e con l’avvento dell’e-commerce, scartare un pacco che abbiamo tanto atteso è diventato ancora più bello, proprio perché non abbiamo avuto prima dell’acquisto la possibilità di toccarlo e vederlo per bene. L’oggetto diviene finalmente qualcosa di reale, e questo accade anche quando scartiamo un regalo di cui invece non ci aspettiamo il contenuto.

La magia di spedire, consegnare e ricevere pacchi ha dunque origini antichissime ma si rinnova ormai ogni giorno, ora che i corrieri sono diventati figure familiari di cui ci fidiamo e con cui stringiamo un rapporto praticamente quotidiano: soprattutto se viaggiano su una flotta greentutta gialla e blu.

Questo è un contenuto pubblicitario a cura di Ciaopeople Studios, realizzato in linea con le necessità del brand
7.092 CONDIVISIONI
Piccoli Comuni, sempre più smart
Piccoli Comuni, sempre più smart
Tutte le cose che (forse) non sai sugli acquisti online
Tutte le cose che (forse) non sai sugli acquisti online
Cosa spediscono gli italiani?
Cosa spediscono gli italiani?
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni