Novembre, tempo di vino novello e non solo: ecco quali calici scegliere in autunno

Per gli appassionati di vino questo è periodo più magico dell'anno. A novembre la vendemmia è conclusa per la maggior parte dei vitigni, e il lavoro si sposta principalmente in cantina, dove il mosto fermenta e comincia a trasformarsi nei calici della nuova annata. Alcune etichette avranno bisogno di mesi o addirittura anni, altre sono subito pronte, come il vino novello. È il vino giovane più amato dagli italiani ed è il rosso fresco che ben si abbina a quegli ingredienti che pian piano stanno tornando protagonisti in cucina. Ma quello che lo rende ancor più interessante è la sua produzione: i grappoli interi vengono inseriti in un serbatoio chiuso e saturo di anidride carbonica che consentono all'uva di trasformarsi in pochi giorni in un vino morbido e profumato, pensato proprio per essere bevuto poco dopo la vendemmia.
Tutte le informazioni in etichetta
Quando si sceglie una bottiglia la scelta può sembrare difficile, ma basta conoscere alcune sigle per orientarsi meglio. DOC, DOCG e IGT si riferiscono a specifiche regole di produzione e al legame del vino con il territorio d'origine, mentre vitigno e annata ci indicano da quale uva nasce il vino e qual è l'anno della vendemmia. Anche la gradazione alcolica ci dà un'informazione in più. Un vino tra i 12° e i 13,5° può essere la scelta più versatile a tavola, non troppo leggero né particolarmente
intenso. Al supermercato, ormai, la scelta è vasta: in Campania la catena Sole365 propone una selezione molto ampia di vini pensata per accompagnare momenti e occasioni diverse. L'assortimento permette di spaziare tra etichette e territori, in un vero viaggio alla ascoperta delle tradizioni enologiche italiane, dalle denominazioni più conosciute alle bottiglie tutte da scoprire. Che sia per la tavola di tutti i giorni o per un pranzo speciale, non sarà difficile trovare la bottiglia ideale, lasciandosi guidare dai propri gusti e dai sapori della stagione.
Quali vini scegliere in autunno
Si è sempre pensato che il vino rosso vada abbinato alla carne, e i vini bianchi al pesce. Ma è davvero così? In realtà la scelta del calice non è così rigida e dipende soprattutto dalla preparazione e dall'intensità dei sapori, ma c'è anche chi lo sceglie in base al contesto. Per il pranzo della domenica si può optare per i classici del territorio (un rosso succoso come il Sangiovese si sposa benissimo con le lasagne della nonna), mentre per una cena con gli amici si può scegliere una gradazione bassa e un vino “beverino”, proprio come il vino novello. In autunno, poi, tornano protagonisti funghi, zucca, castagne e formaggi stagionati che ci permettono di sperimentare anche con abbinamenti diversi dal solito, e il bianco non è da escludere a priori: il Fiano di Avellino, ad esempio, va d'accordo con il risotto ai funghi, mentre con arrosti e brasati si può spaziare dal Merlot al Brunello di Montalcino. E con i dolci autunnali? Resta intramontabile il Passito di Pantelleria.
Gli italiani bevono meno e meglio
Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio UIV-Vinitaly i consumatori di vino in Italia sono cresciuti dal 2011 ad oggi, ma le abitudini sono cambiate: si beve meno frequentemente, ma con una maggiore attenzione alla qualità. Il calice è quindi una scelta sempre più consapevole, da abbinare ai sapori e alle occasioni giuste. E quale momento migliore se non l'autunno, per sperimentare nuovi abbinamenti e scoprire etichette diverse… anche tra gli scaffali di Sole365?