“Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.” Ce lo diceva Frank Capra e, a ben vedere aveva ragione. Soprattutto ora che con uno smartphone si possono creare video amatoriali e raccontare storie condivisibili con il mondo intero in pochi click. La tecnologia sta cambiando il modo di approcciarsi al mondo dei videomaker. Se il settore cinematografico e audiovisivo risente di una crisi, dal calo della vendita dei biglietti nelle sale al crollo del settore dell’homevideo, i video e i cortometraggi invece sembrano spopolare imponendosi soprattutto fra i giovani come uno dei linguaggi più usati per comunicare.

Il concorso #EUandME

Per questo l'Unione europea ha lanciato nel 2018 un concorso rivolto a giovani registi dai 18 ai 35 anni, con l’obiettivo di favorire la comunicazione di valori e diritti dei giovani e valorizzare questo linguaggio particolare e immediato. Il concorso #EUandME ha visto la partecipazione di circa seicento giovani cineasti provenienti da tutta l'Europa. Gli aspiranti filmmaker hanno scritto le loro storie e i loro progetti e sono stati selezionati da una giuria di registi professionisti composta da Matthias Hoene, Tomasz Konecki, Zaida Bergroth, Yorgos Zois e Dalibor Matanić. Successivamente sono stati sottoposti a voto popolare che ha decretato i cinque vincitori. Per loro 7.500 euro ciascuno, la direzione delle riprese e la regia delle loro opere affiancati da cineasti professionisti: uno stimolo importante offerto dall'Unione europea per accrescere le competenze dei giovani registi ed esaltarne la creatività.

#EUandME: quando le passioni "giovani" parlano di Europa

Tanti gli argomenti sviluppati nelle storie raccontate, argomenti che appassionano e accomunano gli under 35. Il tema centrale è il futuro, personale e del mondo. In primis l'ambiente e la lotta contro i cambiamenti climatici, il sogno di una società green nella quale rinunciare alle cattive abitudini, dall'usa e getta all'abbandono della plastica, dallo scarto degli elettrodomestici a quello dei metalli preziosi, e adottare buone pratiche per sostenere l'economia circolare.

E poi il futuro personale: la possibilità di sviluppare liberamente le proprie passioni, studiare nei luoghi più adatti a far crescere le proprie competenze, lavorare e creare un’impresa dal nulla, da un'idea originale e dalla condivisione di idee, partendo solo da se stessi. E ancora, il mondo digitale, che è entrato in modo deciso nelle vite dei giovani e dei meno giovani, offrendo una connessione libera in tutta Europa, come a casa, senza costi aggiuntivi, e ponendo la questione della privacy e della protezione dei dati personali. Infine, la riflessione sulla libertà di ogni cittadino del mondo e sui diritti dei cittadini d'Europa, tema che richiama a profondi interrogativi sulle politiche europee e nazionali. Proprio partendo da questi grandi temi l'Unione europea ha individuato cinque categorie di cortometraggi: competenze e impresa, mondo digitale, mobilità, sostenibilità e diritti.

I vincitori: tante lingue, un messaggio universale

Sono stati cinque i filmmaker votati dal pubblico tra quelli selezionati dalla giuria. Provengono da mondi diversi, da nazionalità differenti e parlano lingue diverse, eppure hanno saputo raccontare ciò che vedono e ciò in cui credono attraverso sequenze e storie che ciascuno può comprendere grazie al linguaggio universale del cinema. Da Tallinn in Estonia Vlad Muko, 27 anni, ha vinto realizzando The Dream Cut (Un taglio da sogno), un corto su competenze e impresa partendo dalla prospettiva originale di un aspirante barbiere; da Budapest invece il ventunenne Levente Galambos ha parlato di sostenibilità e di economia circolare nel suo poetico corto Hidden Values (Valori nascosti), un racconto di vita dove "tutto si aggiusta e torna in circolo". La proposta del rumeno Eugen Dediu, 22 anni ha convinto con New World Symphony (Sinfonia del nuovo mondo), nel quale ha descritto cosa può fare l'innovazione digitale se unita alla musica da una prospettiva particolare, mentre lo spagnolo Jaime Olías De Lima Pancorbo, 29 anni, in The Sound of Mine (Un suono che è il mio) ha trattato un tema delicato, quello del diritto di essere se stessi ovunque e partendo da qualsiasi difficoltà. La quinta vincitrice è la ventinovenne polacca Magdalena Załęcka che in Conspiracy (Cospirazione) ha voluto parlare della voglia di viaggiare dei giovani e di ciò che a volte li trattiene.

I cortometraggi sono stati pubblicati sul sito web della campagna #EUandME.