Non tutti riescono a scoprire il proprio talento, per farlo ci vuole tempo, e tutto diventa ancora più complicato se si è affetti da qualche disturbo, come l’autismo. Partendo da queste premesse, il regista spagnolo Jaime Olías de Lima ha raccontato il percorso di un ragazzo autistico per trovare il suo talento, un racconto il cui messaggio è che tutti abbiamo il diritto di conoscere noi stessi, scendere nelle profondità del nostro animo e sviluppare le nostre attitudini anche partendo da condizioni svantaggiate.

Il cortometraggio del ventinovenne filmmaker spagnolo Jaime Olías de Lima è un film blu. Paragonabile al famoso Film Blu di Kieślowski ma solo per l’attitudine a raccontare con delicatezza una storia intima. Blu è il colore predominante nelle scene e blu è il colore del mare che nel cortometraggio ha il suo peso. The Sound of Mine è la storia di un ragazzo autistico che indossa tutto il tempo cuffie Noise Cancelling per bloccare i suoni provenienti dal mondo esterno, riuscendo così a calmare il disagio e l’ansia che lo attanagliano. Dopo aver scoperto che l'unico suono che riesce a sentire sott'acqua è il battito del suo cuore, riesce a emergere dalla sua chiusura esistenziale e a seguire le sue passioni.

Essere registi a 29 anni

Jaime Olías de Lima è attore e regista e ha al suo attivo varie campagne pubblicitarie e cortometraggi tra cui Rojo (2014) e Hubiéramos (2018), che hanno partecipato ad alcuni festival cinematografici. Dopo essersi laureato in comunicazione audiovisiva all'Università Complutense di Madrid, nel 2016 Jaime ha conseguito un master in regia cinematografica, con specializzazione in produzione audiovisiva, presso l'Istituto cinematografico di Madrid. Nel 2018 ha studiato sceneggiatura per la fiction presso la scuola Factoría del Guión.

Sul film

Il cortometraggio di Jaime è disponibile sul sito europa.eu/euandme e dura circa cinque minuti. Il regista e il protagonista della storia – un ragazzo con un problema psichico che gli impedisce di ascoltare i suoni che lo circondano –   hanno in comune una passione: l’immersione. La pace e la tranquillità di quando si è sott’acqua li hanno ispirati, così come l’unico suono che si sente durante un’immersione, il battito del cuore.

Perché la categoria “Diritti”?

Dice il regista: “Ho deciso direttamente questo tema. Penso che la lotta per i diritti sia un incredibile motore di ricerca per i personaggi. Le barriere sociali sono grandi antagonisti in qualsiasi tipo di storia. Credo nella parità dei diritti, delle libertà e delle opportunità. Ogni giorno, in tutti i paesi d'Europa, ci sono protagonisti di storie incredibili che lottano per i loro diritti. La storia di Manuel è senza dubbio un viaggio che molti professionisti e atleti con problemi fisici e psicologici hanno percorso, e mi sono sentito privilegiato nel poterla raccontare.”