Non ci sarà al momento nessuna restituzione di denaro per i clienti che dovevano essere risarciti all'interno della prima fattura che ripristinerà la cadenza mensile per la bolletta telefonica.

È sospeso infatti il provvedimento con il quale l'Agcom nel dicembre scorso ha stabilito che le compagnie telefoniche dovessero stornare dalle bollette telefoniche gli importi corrispondenti al numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti a causa delle bollette a 28 giorni. L'ha deciso il Tar del Lazio con due ordinanze di accoglimento parziale delle richieste di Wind-Tre e Vodafone, che contestavano, chiedendone la sospensione dell'efficacia, la delibera dell'Autorità che le sanzionava con 1,16 milioni di euro ciascuno. L'Agcom le diffidava inoltre a prevedere, nel ripristino della fatturazione mensile, un risarcimento degli importi pagati per i giorni di servizio non fruiti dagli utenti.

Il Tar ha rinviato la decisione, sospendendo il provvedimento "in via cautelare", e ha ritenuto "che sussistono le condizioni per sospendere la delibera impugnata nella parte che ha ad oggetto il pagamento "degli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile"". Perché l'esborso previsto per le società telefoniche sarebbe "in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell'azienda".

Ma per le società telefoniche si tratta comunque di una sconfitta parziale, perché i giudici amministrativi hanno comunque respinto in parte il loro ricorso contro la delibera 121 del Garante per le Comunicazioni, che ha indicato la fatturazione solare come unico modello di riferimento corretto, a cui WindTre, Fastweb, Eolo, Tim e Postmobile avrebbero già dovuto uniformarsi da giugno 2017. Le compagnie telefoniche, nel loro ricorso al Tra, si erano difese sostenendo che i propri clienti erano stati tempestivamente informati del cambio di fatturazione. La delibera dell'Agcom, secondo le aziende, violerebbe la libertà d'impresa, visto che l'articolo 70 (comma 4) del Codice delle Comunicazioni stabilisce che una società ha facoltà di cambiare i suoi prezzi, così come era avvenuto con il cambio della fatturazione a 28 giorni.