Vigoleno, perché uno dei borghi più belli d’Italia è così speciale e unico

Nell’immaginario collettivo i borghi italiani richiamano strade strette, storici edifici in pietra e piccoli centri dove il ritmo è ancora lento, ognuno di loro ha poi una caratteristica che lo rende unico nel suo genere. Tra i 382 Borghi più Belli d’Italia spicca Vigoleno, un piccolo villaggio fortificato in provincia di Piacenza noto per la sua conformazione incredibile, sviluppata attorno a un castello e racchiusa da una cinta muraria merlata perfettamente conservata. Arroccato su una collina che domina la valle e circondato da vigneti e boschi, Vigoleno mantiene una struttura urbanistica che rende immediatamente chiaro il ruolo strategico che ha avuto per secoli nel controllo del territorio e delle vie di comunicazione tra Emilia e Lombardia. Il risultato è un piccolo borgo davvero suggestivo, con una forte identità medievale e tanti dettagli nascosti da esplorare.
La storia di Vigoleno, il borgo diventato salotto culturale nel ‘900
La storia di Vigoleno è legata in modo indissolubile alla sua posizione, che già in epoca antica ne faceva un punto di passaggio, presidio e difesa e che nel Medioevo diventa decisiva per il controllo delle valli interne del piacentino. Le prime attestazioni certe risalgono al XII secolo, quando il centro fortificato si era già sviluppato, anche se l’origine è molto probabilmente precedente, forse romanica, come suggeriscono anche alcune caratteristiche architettoniche degli edifici presenti nel borgo. Nel corso dei secoli il borgo cambia più volte proprietà, arrivando poi al lungo dominio della famiglia nobile Scotti (che ebbe il controllo dal XII al XX secolo) che interviene direttamente sulle strutture difensive potenziando mastio (la torre centrale del castello), mura e percorsi di ronda.

Durante questi passaggi di potere, Vigoleno non si espande mai oltre la sua cinta muraria, rispettando quella natura di piccola cittadella fortificata che caratterizza ancora oggi il suo aspetto e la sua architettura. Nel Settecento e nell’Ottocento, come accade a molti borghi fortificati, perde gradualmente importanza militare, ma viene comunque preservato: non subisce cambiamenti né vengono fatte grandi opere di restauro e questo, paradossalmente, lo salva, perché consente a Vigoleno di arrivare al Novecento mantenendo intatta la sua identità difensiva originaria. È proprio a questo punto che la Duchessa Maria Ruspoli de Gramont lo compra nel 1922 e inizia a restaurarlo. Grazie alla Duchessa de Gramont il borgo diventa un vero e proprio salotto culturale tra gli anni ’20 e ’40 del Novecento, arrivando ad ospitare le più grandi menti del secolo, tra cui Gabriele D’Annunzio e Max Ersnt.

Cosa vedere a Vigoleno
La visita a Vigoleno inizia attraverso un accesso unico, ovvero attraverso il cosiddetto rivellino, una sorta di porta che originariamente aveva la funzione di rallentare e controllare gli ingressi, oggi trasformata nella soglia che introduce il visitatore all’interno del suggestivo centro storico. Superata la porta, lo spazio si apre subito in una piccola piazza caratteristica, con una fontana in pietra che ha rappresentato nei secoli un punto di riferimento per la vita quotidiana degli abitanti e sulla quale si affacciano alcuni degli elementi architettonici più significativi del borgo.

Da un lato emerge il mastio, la torre quadrangolare e più alta del castello, con merlature che raccontano ancora oggi la funzione difensiva del borgo; dall’altro si sviluppa il castello, residenza signorile con sale, cortili e ambienti storici, nella maggior parte parte visitabili, che permettono di vivere l’antica quotidianità medievale di Vigoleno. Dalla piazza si arriva, tramite suggestivi vicoli in pietra, alla Chiesa di San Giorgio, uno dei migliori esempi di architettura romanica dell’Emilia-Romagna. Infine, una delle attività imperdibili da fare nel piccolo borgo è quella del “camminamento di ronda”, ovvero il percorso sopraelevato che permette di camminare lungo le mura merlate, che offre una vista incredibile sull’intera Vigoleno e le parti circostanti.