Viaggio e spese pagati in una delle destinazioni più belle del mondo, ma a una condizione

Torres del Paine nella Patagonia cilena è un luogo magnifico, nominato da Time Out il parco nazionale più bello del mondo, nonché Riserva della Biosfera UNESCO. Per gli escursionisti, quello che si trova qui non ha eguali: è una destinazione leggendaria, famosa soprattutto per la sua natura selvaggia e incontaminata fatta di paesaggi unici. I campi di ghiaccio, le foreste, la pampa, le cime innevate, i laghi, i famosi Cuernos del Paine: quando si apre la stagione estiva del trekking i più avventurosi vengono qui certi di non vedere le loro aspettative deluse. L'attrazione più gettonata è il circuito W, un percorso escursionistico di 80 chilometri della durata di quattro o cinque giorni.
Come partecipare all'iniziativa
Proprio Las Torres ha lanciato una campagna per aspiranti volontari desiderosi di vivere un'esperienza sul posto. Per il terzo anno consecutivo, l'idea è quella di invitare i viaggiatori a recarsi sul posto gratuitamente: sono pagate tutte le spese, sia quelle sul posto che il biglietto aereo di andata e ritorno. C'è la possibilità di fermarsi in Patagonia 5 giorni (in due fasce temporali, una a marzo e una ad aprile) purché si sia disposti a rispettare la condizione principale imposta. L‘unico requisito è la disponibilità a contribuire lavorativamente.

Tra tutti i candidati, infatti, coloro che verranno selezionati dovranno contribuire alla ricostruzione e al ripristino dei sentieri che conducono al punto panoramico Base Torres. Trascorreranno le loro giornate dedicandosi a questo progetto, che include lavori su 1,5 km di sentiero pedonale (per gli escursionisti) e 1,8 km di sentieri logistici (per le attività a cavallo). Ovviamente, questo dà un accesso privilegiato ad ammirare il parco in tutta la sua imponente bellezza.

L'edizione precedente ha permesso di costruire un nuovo tratto di sentiero e di migliorare una parte di quello già esistente, potando la vegetazione. E visto il successo, si è pensato di riproporla. È una campagna che da un lato consente a chi cerca una fuga avventurosa di prendersi un momento per sé immerso nella natura; dall'altro incrementa una forma di turismo partecipativo e rigenerativo. È un turismo che fa bene al territorio, che lo tiene in vita, che lo protegge, non come l'overtourism che lo snatura.

Tanti posti stanno combattendo contro questa piaga, contro questo afflusso incontrollato di turisti che danneggiano il territorio e non lo rispettano, che giungono desiderosi solo di scattare un selfie. Le misure per contrastarlo si stanno facendo drastiche. In Giappone, l'ennesima conseguenza di un turismo senza freni è l'annullamento del Festival dei fiori di ciliegio nella città di Fujiyoshida. Sulle Dolomiti, Funes ha messo un accesso limitato a chi giunge sul posto. C'è poi la pittoresca Vikolinec, che vuole tornare nell'anonimato ed essere rimossa dai patrimoni UNESCO, una nomina che per quanto prestigiosa l'ha messa al centro di un'attenzione smisurata che la cittadina non riesce più a gestire.