Sacra San Michele, l’abbazia che ispirò Il nome della rosa di Umberto Eco e che oggi si può raggiungere in ascensore

Situata sulla cima del monte Pirchiriano all'imbocco della Val di Susa (vicino a Torino), la Sacra di San Michele è il monumento simbolo del Piemonte. È un'imponente abbazia millenaria, costruita nel X secolo, e famosa per la sua incredibile posizione panoramica, il mistero della Linea Sacra e, soprattutto, per aver ispirato il noto romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa. Arroccata a 960 metri d'altitudine, non è certamente facile da raggiungere: bisogna infatti salire i famosi 243 gradini dello Scalone dei morti. Per questo motivo, nel marzo 2025 è stato avviato un progetto per costruire un ascensore di 27 metri, scavato direttamente nella roccia, che possa rendere l'abbazia più accessibile a tutti, anziani e persone con disabilità. L'ascensore dovrebbe essere operativo entro questa primavera e, dopo un anno di lavori impegnativi, finalmente tutti potranno conoscere la storia di questo posto che evoca bellezza e mistero.

La storia della Sacra di San Michele, tra miti e leggende
Costruita tra il 983 e il 987 in Val di Susa a circa 960 metri di altezza sullo sperone del Monte Pirchiriano, la Sacra di San Michele è stata richiesta da Ugo di Montboissier, un conte e nobile francese che chiede redenzione a seguito di un passato molto discutibile. La costruzione venne poi affidata ad alcuni monaci e per secoli fu un importante monastero benedettino, centro di cultura e accoglienza per i pellegrini sulla via Francigena. Dopo tanti secoli di vita benedettina la Sacra resta abbandonata per oltre due secoli, fino a quando nel XIX secolo Re Carlo Alberto di Savoia pensò di collocarvi una congregazione religiosa. Più recentemente invece, la Sacra è mantenuta grazie all'aiuto e al sostegno da parte di enti pubblici e privati: tutela e valorizzazione sono all'ordine del giorno grazie a studi e interventi mirati.

Ma quello che affascina della Sacra di San Michele sono sopratutto le sue leggende, che sono tre. La prima e più famosa è quella della Bell'Alda, che parla di una ragazza, di nome Alda appunto, che per sfuggire a dei soldati, si rifugiò sulla torre più alta del monastero e si gettò nel vuoto. Fu salvata da due angeli, ma superba, volle ripetere il salto per dimostrarlo, e per punizione gli angeli non la aiutarono e morì. La seconda leggenda riguarda la fondazione stessa della Sacra: San Giovanni Vincenzo, uno dei monaci benedettini che costruì l'abbazia, voleva edificare la chiesa sul monte Caprasio, ma le pietre vennero miracolosamente spostate durante la notte dagli angeli sul Monte Pirchiriano, come a indicare che era quello il luogo giusto dove costruire. Infine, si dice che la Sacra di San Michele faccia parte della cosiddetta Linea Sacra, una linea immaginaria di oltre 2.000 chilometri che collega sette santuari dedicati all'Arcangelo Michele, dall'Irlanda a Israele, che si dice rappresenti il colpo di spada dato per rimandare il diavolo all'inferno.

Non c'è da stupirsi se un luogo così possa aver ispirato il romanzo più famoso di Umberto Eco, Il nome della rosa. Il fascino mistico, l'atmosfera misteriosa e l'architettura gotica hanno influenzato la descrizione del monastero del romanzo.
Il nuovo ascensore scavato nella roccia
L'abbazia è famosa per lo spettacolare Scalone dei Morti scavato nella roccia, il Portale dello Zodiaco (opera del XII secolo), la torre della Bell'Alda dove sorgeva un antico monastero e la sua posizione che sembra essere sospesa tra cielo e terra. Sia all'interno che all'esterno lo stile è tipicamente romanico-gotico, essendo una chiesa a tre navate con affreschi del XV-XVI secolo. Già prima di questo ascensore erano presenti altri più piccoli, per facilitare il collegamento e il passaggio verso i punti d'interesse principale. Questa nuova aggiunta, però, scavata direttamente all'interno della roccia all'interno di una torre preesistente, permetterà di raggiungere cinque piani per un totale di circa 27 metri, fino ad arrivare all'estremità del vecchio monastero.
