Oltre Via Francigena e degli Dei, in Italia esiste un antico cammino che è stato ricostruito e mappato dalle suore

L’Italia è costellata di camini suggestivi, dalla via degli Dei all via Francigena, passando per il cammino di San Francesco: si tratta di percorsi che possono essere vissuti spiritualmente o anche per stare in contatto con la natura e sé stessi. Tra questi, spicca sicuramente il Cammino della Santissima Trinità. Situato sull’Appennino laziale, si tratta di uno dei percorsi spirituali meno noti ma più evocativi d’Italia, un itinerario di pellegrinaggio che si sviluppa tra i boschi e le colline della Vallepietra, in provincia di Roma, e il confine con l’Abruzzo, nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Al centro del percorso sorge il Santuario della Santissima Trinità, incastonato nella roccia a oltre 1.300 metri, meta da secoli di credenti che risalgono i sentieri antichi per rendere omaggio a un luogo di culto diventato iconico nel tempo. Ma la notizia sorprendente è che questo cammino antichissimo è stato recentemente mappato e rivalorizzato da una comunità di suore che ha lavorato per restituire dignità a percorsi storici, trasformandoli in un’esperienza più sicura e concreta per pellegrini e camminatori interessati a un turismo lento e consapevole.

Il Sentiero nato da antiche vie di pellegrinaggio
Il Cammino della Santissima Trinità, che si estende in quattro sentieri per un totale di circa 18 chilometri, nasce dalla riscoperta di antichi sentieri che collegavano borghi, cappelle rurali e luoghi di culto nella zona alpina tra il Lazio e l’Abruzzo. Queste vie non compaiono sulle mappe turistiche tradizionali, ma la loro presenza è attestata dalla devozione religiosa che ha visto interi gruppi di pellegrini partire a piedi dai paesi circostanti per raggiungere il santuario nel periodo della Festa della Trinità, celebrata ogni anno a maggio con diverse processioni. A testimonianza di questa storia, lungo i percorsi si incontrano croci, tabernacoli e piccole cappelle, che ricordano l’uso antico di questo percorso.

Le suore e la rinascita del cammino
La rinascita di questo itinerario si deve soprattutto all’opera di alcune comunità religiose locali che, a partire dal 2022, hanno intrapreso un lavoro di mappatura e promozione dei sentieri storici attorno a Vallepietra. In un periodo segnato dalla ripresa dei flussi turistici dopo il Covid, queste suore hanno raccolto documenti, racconti e tracce dimenticate per collegare in modo organico gli antichi tracciati alla rete del Cammino della Santissima Trinità. Il progetto ha così trasformato antichi percorsi frammentati in un itinerario strutturato di circa 18 chilometri, comprendendo tratti nei Monti Simbruini che conducono dai villaggi di montagna al santuario stesso. L’obiettivo non è stato solo religioso, ma anche culturale, le suore volevano offrire un’esperienza di viaggio che fosse lontana dalle solite mete turistiche più note e che riportasse le persone a confrontarsi con la storia, la spiritualità e il ritmo lento del camminare, proprio com’era in origine.

La bellezza naturale del Cammino della Santissima Trinità
Partendo dal borgo di Vallepietra, il sentiero si snoda lungo la Valle del Simbrivio, attraversa boschi di faggio e querce e conduce progressivamente verso il Santuario della Santissima Trinità, incastonato sotto la parete rocciosa del Colle della Tagliata. Da punti come La Rimessa (a 925 m) e Cona dello Spirito Santo (a 1076 m) fino all’altopiano del santuario a circa 1340 m di quota, il percorso passa tra sorgenti, piccole cascate e scorci panoramici. Oltre al santuario, altre tappe naturali come i sentieri che conducono verso il Monte Tarino e il Monte Autore offrono panorami incredibili sull’Appennino laziale. Questi luoghi presentano poi una grande varietà di flora, fauna e ambienti reali, che invitano a esplorare tranquillamente, a una lettura attenta del paesaggio e a una relazione più autentica con l’ambiente montano.