La storia segreta dei biscotti della fortuna dei ristoranti cinesi

Quante volte vi è capitato di andare in un ristorante cinese solo per ricevere un biscotto della fortuna? Le frasi nascoste nel dolcetto croccante sono letteralmente iconiche, tanto da finire spesso sui social. Possono essere aforismi, frasi beneauguranti o semplici perle di saggezza, la cosa certa è che non lasciano nessuno indifferente, anzi spesso vengono utilizzate come veri e propri mantra di vita nella propria quotidianità. In quanti, però, sanno come sono nati questi leggendari biscottini?
I biscotti della fortuna hanno origini giapponesi
I biscotti della fortuna non provengono dalla Cina ma dal Giappone e le loro origini risalgono a centinaia di anni fa, per la precisione al periodo Edo (tra il 1603 e il 1868). È proprio a questo momento storico che risalgono le prime illustrazioni dei venditori ambulanti intenti a preparare i senbei piegati, ovvero la prima versione dei biscottini odierni. A scoprirlo è stata la ricercatrice giapponese Yasuko Nakamach che, colpita dall'iconico biscotto provato per la prima volta negli anni '80, ha dedicato la sua tesi di laurea proprio alla loro giusta paternità. L'obiettivo di questi dolcetti? Offrire un intrattenimento spensierato, permettendo alle persone di socializzare e condividere le proprie interpretazioni. Non sorprende, dunque, che inizialmente venissero consumati dalle classi agiate (le uniche che sapevano leggere) nelle case delle geishe o nelle strade affollate delle principali città giapponesi, da Tokyo a Kyoto.
In che modo i biscotti della fortuna sono arrivati in Occidente
Col tempo, poi, questi dolci snack divennero un modo originale e gustoso per provare a predire il futuro attraverso frasi brevi, proverbi, versi umoristici e testi di canzoni. Come si sono diffusi nel resto del mondo? Alcune famose pasticcerie giapponesi hanno cominciato a produrli "in serie", esportandoli soprattutto in America, dove durante la Prima Guerra Mondiale si trasferirono molti cinesi. Il resto è storia. La loro forma a mezzaluna è rimasta fedele a quella originale, così come anche la ricetta a base di farina, zucchero, vaniglia, burro o olio e albumi. Ognuno di loro viene piegato a mano non appena la sfoglia viene sfornata ed è proprio in quel momento che vengono inseriti gli iconici bigliettini. Certo, ad oggi sono disponibili nelle più svariate versioni (tanto che in molti credono che siano stati "snaturati"), ma è chiaro che hanno mantenuto intatta la loro funzione: nonostante i secoli trascorsi, continuano a essere uno strumento di comunicazione e di divertimento.