Come inseguire l’aurora boreale, Lorenzo Mirandola: “Aspettare e sperare non basta, bisogna muoversi”

Lorenzo Mirandola sin da piccolo aveva il desiderio di vedere l'aurora boreale. Non solo è riuscito a coronare quel desiderio, ma ne ha fatto la sua ragione di vita. Si era recato in Finlandia come studente, per completare gli studi in Ingegneria ambientale, ma poi è rimasto in Lapponia specializzandosi proprio nella caccia all'aurora boreale. Oggi accompagna altre persone alla scoperta di questo magico fenomeno, che continua a regalargli emozioni anche a distanza di anni: non smette di inseguirla, perché ogni volta è diverso. Fanpage.it gli ha chiesto come si organizza questo tour, in cui bisogna necessariamente mettere in conto anche la possibilità di tornare a casa delusi, perché non sempre le condizioni atmosferiche rendono visibile il fenomeno. Il segreto, però, sta nel modo in cui si vive il viaggio: l'Artico è un'esperienza molto più complessa, che non si può ridurre alla sola aurora boreale.
Come si organizza un tour a caccia dell’aurora boreale?
Non si organizza come un'escursione normale, si costruisce come una spedizione. Si parte dai dati: attività solare, copertura nuvolosa, vento, microclimi. Poi viene la logistica: auto pronte, piani A-B-C-D, centinaia di chilometri possibili in una notte. Ma la parte più importante è mentale: accettare che non stai andando a "vedere qualcosa", stai andando a inseguire qualcosa. È questo che fa la differenza tra un tour e una vera caccia all'aurora.
Qual è il momento migliore per recarsi in Lapponia a caccia dell’aurora boreale?
Dipende da cosa cerchi. Se vuoi riflessi sull’acqua e meno folla: autunno. Se sogni la Lapponia da cartolina, tutta bianca: gennaio, febbraio e marzo. Io amo settembre–ottobre perché l'Artico è ancora vivo, non congelato e le aurore spesso sono molto belle. Ma la verità è che non esiste il mese perfetto: esiste quanto tempo sei disposto a darle.

Quali sono i posti migliori per godersi lo spettacolo?
I posti migliori spesso non hanno nome su Google Maps. Sono laghi ghiacciati a 50 km da qualsiasi luce, strade forestali senza segnale, radure che scopri solo dopo anni qui. La vera aurora non è nei punti instagrammabili, è nel buio. Più ti allontani dalle luci e dalle masse, più ti avvicini alla magia.
Cosa hai provato la prima volta che l’hai vista e cosa ti spinge a ricercarla ancora?
La prima volta non ho fatto foto. Sono rimasto immobile anche perché sono corso fuori di casa in pantaloncini corti e maglietta a maniche corte ed era -5°. Era come se il cielo respirasse. Mi ha dato una sensazione strana, quasi fisica, come se qualcosa dentro si riallineasse. E credo che la inseguo ancora per quello: perché ogni aurora è diversa, ma ogni volta ti riporta in quel punto lì. È diventato un lavoro, sì, ma non è mai diventata routine ma sempre passione.

Ti è mai capitato di dover consolare qualcuno partito alla volta dell’aurora, che però poi non è riuscito a vederla?
Sì e sono le notti che ricordo di più: cielo sereno ma niente aurora. Perché lì capisci quanto le persone ci tengono davvero. Ma cerco sempre di ribaltare la prospettiva: se parti per "vedere qualcosa", rischi di tornare deluso. Se parti per vivere l'Artico, torni comunque cambiato. E poi dico sempre una cosa: l’aurora non è uno spettacolo che perdi, è un appuntamento che rimandi. E quando è capitato ho quasi sempre rivisto le persone e sono riuscito a fare vedere loro l'aurora.
Errori più comuni quando si parte?
Prenotare un tour in autobus con 50 persone e affidarsi a compagnie che puntano sul turismo di massa: non vuoi vedere l'aurora in mezzo al casino, ma vuoi godertela davvero. Ma anche pensare che basti arrivare e aspettare, oppure prenotare due notti e sperare nella fortuna. Restare fermi sotto un cielo coperto invece di muoversi. E soprattutto avere aspettative costruite sui social. L’aurora premia chi ha pazienza, flessibilità e un po’ di spirito d'avventura.

Come garantirsi foto/video instagrammabili?
Paradossalmente: smettendo di pensare a Instagram. Le immagini migliori arrivano quando sei nel posto giusto al momento giusto. Poi sì, serve tecnica: buio vero, cavalletto, esposizioni lunghe, qualcuno che sappia leggerti il cielo. Ma la verità è che prima devi viverla.
Si può vedere anche dall’Italia?
Raramente, ma sì. Durante tempeste solari molto forti può scendere di latitudine e regalare sorprese anche dal nord Italia. Però è l'eccezione, non la regola. Se vuoi vederla davvero, devi salire verso il Circolo Polare. Di solito avviso sempre sui miei social quando è possibile vederla. Chi mi segue non se ne è persa una!