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La storia di Michèle Lamy, la donna che ha sfilato alla Fashion Week e trucca sempre gli occhi di nero

Michèle Lamy è la “dark queen of fashion”, la “sacerdotrssa oscura”: ecco chi è la donna che ha sfilato alla Paris Fashion Week col suo stile anticonvenzionale.
A cura di Giusy Dente
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Michèle Lamy alla sfilata di Matières Fécales
Michèle Lamy alla sfilata di Matières Fécales

Matières Fécales, il brand fondato nel 2025 da Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran, ha sfilato alla Paris Fashion Week. Il brand, decisamente sovversivo, anticonvenzionale e abituato alle provocazioni, ha portato in passerella uno show concepito come una critica sociale. Intitolata "The One Percent", infatti, la collezione Autunno/Inverno 2026 prende spunto da un dato allarmante: l'1% più ricco della popolazione mondiale possiede quasi la metà di tutta la ricchezza globale. L'intera sfilata è stato un susseguirsi di messaggi e riferimenti, calati in un'atmosfera cupa, dark, scioccante: i codici stilistici tipici del marchio insomma. Ha sfilato in passerella anche una donna che certamente ha fatto della provocazione uno stile di vita, una donna che non si è mai soffermata sui giudizi esterni e che ha preferito vivere la propria vita seguendo unicamente il proprio sentire, rifiutando canoni tradizionali di bellezza e mode passeggere. Da presenza fissa alle sfilate è diventata lei stessa modella. Si tratta di Michèle Lamy, donna profondamente legata al settore fashion in diversi modi: non è caso è stata definita da A$AP Rocky la "dark queen of fashion".

Michèle Lamy alla sfilata di Matières Fécales
Michèle Lamy alla sfilata di Matières Fécales

La sua esistenza è stata dedicata interamente all'arte, in ogni sua forma: è stata ballerina, designer ma anche avvocato penalista, attivista politica, ristoratrice. Insomma, ha provato di tutto, ma definendosi sempre un'artista. È questo che ha davvero fatto da filo conduttore e che l'ha portata dritta verso il fatidico incontro con Rick Owens. I due si sono conosciuti a Los Angeles: lui si era candidato per una posizione aperta nell'azienda da lei fondata, un brand i abbigliamento maschile. Fu assunto come modellista e quel sodalizio professionale si tramutò presto in un legame sentimentale. Da allora le loro strade non si sono mai più separate: hanno proseguito a collaborare, diventando l'una la musa ispiratrice dell'altro. Si sono sposati nel 2006 e oggi vivono a Parigi.

Michèle Lamy, 2025
Michèle Lamy, 2025

L'81enne ha un'immagine di grande impatto che l'ha resa inconfondibile, immediatamente riconoscibile in ogni contesto. Il suo aspetto ha una serie di elementi ricorrenti diventati iconici nel suo stile, uno stile personalissimo, che risente tanto del suo albero genealogico, delle sue origini. È infatti molto legata alle radici familiari che affondano in Turchia. Il primissimo viaggio in quel Paese, proprio alla scoperta della sua storia familiare più profonda, l'ha sconvolta e sedotta completamente. È lì che ha sviluppato alcuni codici che non ha più abbandonato, per esempio il pesante trucco intorno agli occhi. Li ha sempre bordati di scuro in maniera marcata. Ha raccontato: "Mi piace avere una linea nera intorno agli occhi perché sono molto blu, come quelli dei berberi". Fanno parte del suo stile anche i denti d'oro, le dita tatuate e ricoperte d'inchiostro, le decine di anelli alle dita, la riga scura sulla fronte (presa forse in prestito dall'Antico Egitto).

Lo stile della "sacerdotessa oscura" come è soprannominata per il suo abbigliamento sempre molto gotico, è un linguaggio visivo estremo, portato alla massima potenza, che parla di libera espressione della propria identità lontano da qualunque codice o imposizione sociale. Tutto, in lei, è mistero, c'è qualcosa di profondamente mistico e spirituale nell'aura che la avvolge che mescola antichi riti tribali e moderno avanguardismo puro. Michèle Lamy è la visione di un corpo vissuto come opera d'arte e come manifesto.

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