Il significato dei disegni sulla tuta di Eileen Gu: le sue medaglie d’argento non sono ori persi

Eileen Gu con la sua magistrale risposta alla domanda di un giornalista ha ricordato quanto sia facile cadere in una pericolosa narrazione tossica, quando si tratta di competizioni sportive. Lo ha zittito dando valore e importanza alle sue medaglie d'argento, che non sono affatto delle medaglie d'oro perse (come da lui insinuato in modo provocatorio). Sono invece la testimonianza del suo lavoro, del suo impegno, delle sue prestazioni, di una gara condotta al meglio delle possibilità e con risultati da record, che meritano rispetto. La 22enne si è distinta in queste Olimpiadi salendo sul podio sue volte: una per il big air e una per lo slopestyle. E da atleta attenta anche alla moda, è scesa in pista con una tenuta studiata in ogni dettaglio. La sciatrice, infatti, si destreggia anche tra passerelle e copertine.
Gli omaggi nascosti nella tuta
La tuta da sci di Eileen Gu non è una tuta qualunque, ma una dichiarazione di moda e al tempo stesso un omaggio. Si tratta di una tenuta studiata alla perfezione per essere tecnicamente performante, chiaramente, ma anche per lanciare un messaggio. L'atleta è nata in California da padre statunitense e madre cinese. La giacca delle Olimpiadi era proprio un omaggio alle sue origini orientali. Infatti a Milano Cortina 2026 ha gareggiato per il Paese di sua madre.

Ha spiegato a CBS News che la tuta è stata disegnata a quattro mani: da lei e una sua compagna di studi di Stanford. I disegni sono un tributo per orare il background familiare ma anche per rendere omaggio ai Giochi di Pechino del 2022, quando la sciatrice è diventata una star mondiale del freeski vincendo due medaglie d'oro e una d'argento. Il bianco che fa da colore base della tuta (realizzata dal suo sponsor cinese di abbigliamento sportivo Anta) richiama la ceramica cinese. Al di sopra ci sono dei ricami e delle grafiche in blu con riflessi dorati. Impossibile non notare il drago, simbolo carissimo alla cultura cinese, disegnato sulla manica. Il suo nome è scritto sia in grassetto sulla manica che a mo' di graffiti, ma sotto una patta vicino al collo, seminascosto.

"L'elemento drago era presente anche alle precedenti Olimpiadi – ha detto – Mi ha dato forza, mi ha dato coraggio, mi è stato molto utile, quindi volevo mantenerlo". La tuta personalizzata è anche dotata di un termometro che cambia colore a seconda della temperatura. C'è un motivo, che affonda le radici nella sua infanzia: "Da piccola ero ossessionata dagli anelli dell'umore, quelli che li indossi e cambiano colore a seconda della temperatura". E c'è anche una bussola, che è una sorta di riferimento al suo lato più intellettuale, più studioso (è entrata a Stanford con un anno di anticipo): "Volevo solo un piccolo elemento modulare su cui il mio piccolo cervello da nerd potesse sbizzarrirsi. Ma se ti perdi, posso dirti dov'è il nord" ha ironizzato. Per finire, ha scelto anche un altro simbolo che potesse rappresentarla, ossia le nuvole: "Rappresentano la sensazione di volare, che adoro tanto del freeskiing".