Milano Design week 2022
9 Giugno 2022
12:49

Perché Alcova è l’evento da non perdere al Fuorisalone 2022

In occasione del Fuorisalone 2022 Alcova torna nei suggestivi spazi abbandonati del Centro Ospedaliero Militare di Milano con un evento da non perdere. I curatori Joseph Grima e Valentina Ciuffi spiegano il segreto del loro successo.
A cura di Clara Salzano
L’esposizione Silentscape di Slalom ad Alcova per il Fuorisalone 2022 – Foto di Mattia Parodi
L’esposizione Silentscape di Slalom ad Alcova per il Fuorisalone 2022 – Foto di Mattia Parodi
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Milano Design week 2022

Ogni anno la Milano Design Week si arricchisce di un programma sempre più fitto di eventi interessanti e di grande impatto visivo. Nell'oceano di appuntamenti, mostre, installazioni e talk, dal 2018 Alcova si è imposto come l'hub culturale e creativo più affascinante del Fuorisalone. E dopo il successo dell'edizione speciale per il Supersalone del settembre 2021, Alcova torna nei suggestivi spazi abbandonati del Centro Ospedaliero Militare di Milano, a Baggio. con un evento che si conferma da non perdere. Abbiamo intervistato i curatori Joseph Grima e Valentina Ciuffi per capire il segreto del successo di Alcova.

Joseph Grima e Valentina Ciuffi, fondatori di Alcova.
Joseph Grima e Valentina Ciuffi, fondatori di Alcova.

Come nasce il progetto di Alcova?

Joseph Grima: Nel 2017 iniziamo ad avere l'idea di creare uno spazio che potesse rispondere alle nostre particolari esigenze espositive e che potesse interessare anche altri creativi. Non volevamo lavorare in luoghi brutti, deprimenti e squallidi. Così abbiamo deciso di trovare l'angolo più bello di Milano per trasformarlo in una piattaforma per persone come noi che hanno qualcosa da far vedere ma non trovano spazio altrove.
Valentina Ciuffi: La prima location era l'ex fabbrica di panettoni Giovanni Cova, da cui il nome Alcova, che ci porteremo dietro ovunque andremo. Il progetto nasce da una mappatura della città continua. Non smettiamo mai di cercare, anche quando già abbiamo lo spazio. Siamo aiutati da un piccolo team di ricerca ma solitamente quando battezziamo un luogo sono le volte in cui ci siamo entrambi nel processo di ricerca. È successo anche per il Centro Ospedaliero Militare di Milano dove si svolge adesso Alcova. Dopo aver lavorato in uno spazio privato, abbiamo avuto la possibilità di poter lavorare in uno spazio del demanio per due anni, poi vedremo se resteremo qui o ci sposteremo, è ancora una sorpresa. Il Centro Ospedaliero Militare di Milano ha un incredibile relazione tra l'architettura e il verde. Quando gli spazi in disuso interagisco con la natura in questo modo di solito è molto nel brand di Alcova.

Alcova presso il – Foto di Mattia Parodi
Alcova presso il – Foto di Mattia Parodi

Come viene fatta la scelta degli espositori?

Joseph Grima: Il processo di scelta dei designer e degli artisti in esposizione avviene di continuo, è un processo continuativo. Noi lavoriamo molto con il passaparola. Pensiamo ad Alcova come una comunità di persone che sono interessate alla sperimentazione, che siano piccoli designer indipendenti o grandi aziende. Se hanno un'affinità con noi nell'idea di rischiare e sperimentare e fare qualcosa di nuovo, noi siamo pronti ad accoglierli in questo contesto dove troveranno altri che la pensano allo stesso modo. Questa è la nostra metrica. Deve interessare noi e risultare valida.
Valentina Ciuffi: Non ci sono mai open call. La scelta avviene all'interno di reti preesistenti che sono sempre nel mondo del design contemporaneo ma sono abbastanza complementari perché Joseph ha un rapporto molto stretto con l'Accademia e i musei, mentre il mio rapporto è molto più vicino al collectible design e alle design companies.

L’installazione Refractory ad Alcova – Foto di Mattia Parodi
L’installazione Refractory ad Alcova – Foto di Mattia Parodi

Esiste un comune denominatore tra i vari espositori, un filo conduttore sotteso all'esposizione?

Joseph Grima: L'innovazione sicuramente. Il desiderio di guardare al futuro e mai al passato.
Valentina Ciuffi: Non c'è mai un tema. Alcova è molto varia. Ci sono tanti progetti che hanno la sostenibilità al centro della propria tematica e contemporaneamente c'è una parte della ricerca di OMA, coinvolto nel progetto SolidNature in esposizione, che sta investigando nuovi modi per usare il marmo e le polveri del marmo. Il loro intervento non ha sicuramente la sostenibilità come obiettivo ma sono moltissimi i modi di poter riutilizzare il marmo. Water School ci piace molto, ad esempio, ed ha un approccio diversissimo da quello di SolidNature. La varietà è in Alcova un aspetto fondamentale.

SolidNature ad Alcova – Foto Mattia Parodi
SolidNature ad Alcova – Foto Mattia Parodi

Qual è il futuro del design?

Joseph Grima: La trasversalità è la tendenza. Quando è stato fondato il Salone, e poi il Fuorisalone, il design era un settore molto più ristretto. Oggi abbraccia quasi ogni campo e disciplina e credo continuerà ad espandersi. In generale il design dovrebbe avere una direzione più varia possibile. Riconosciamo anche che non sarà un processo necessariamente immediato e culturalmente c'è ancora una grande esigenza di rispondere ad una richiesta preesistente di un registro estetico diverso in cui il marmo, ad esempio, può essere un valore importanti. Ci sono però molti più progetti che guardano ad un'estetica completamente nuova con metodi di produzione innovativi.

MUTHESIUS ACADEMY KIEL – Foto di Mattia Parodi
MUTHESIUS ACADEMY KIEL – Foto di Mattia Parodi

Qual è il segreto del successo di Alcova?

Valentina Ciuffi: Alcova è una fotografia del design contemporaneo e non può non rappresentare questa trasversalità del settore. Ci sono espositori come Older, che provengono dal mondo della moda, che stanno realizzando mobili a partire dalle loro divise. La domanda potrebbe essere anche: "in che modo la ricerca di Water School è design?". È un design che ti racconta come dovresti comportarti e insegnare a comportarsi: in questo caso è un design che ha un aspetto educativo fortissimo per le comunità che si troveranno a vivere in luoghi dove l'acqua scarseggia. Contemporaneamente qui espone una compagnia come Laufen, che si occupa di sanitari, esplora in modo completamente diverso la sua capacità di esporsi al pubblico. La trasversalità è ovunque all'interno di Alcova.

Laufen x NM3 ad Alcova – Foto di Mattia Parodi
Laufen x NM3 ad Alcova – Foto di Mattia Parodi

Le 5 installazioni più belle di Alcova

Il Centro Ospedaliero Militare di Milano è un parco urbano dal fascino straordinario e dal grande valore storico che si sviluppa per più di 20 ettari e costituito da una serie di padiglioni degli anni '30 immersi nella natura. Per il Fuorisalone 2022 Alcova si conferma come piattaforma capace di raccontare gli sviluppi del mondo del design attraverso l'esposizione di una selezione di talenti emergenti e di figure affermate a livello internazionale. Dando nuova vita a luoghi storici dimenticati, il percorso espositivo è ampio e articolato, come è appunto il design. Ogni ambiente, interno o esterno, è dedicato ad un solo espositore. Da quest'anno si è aggiunta anche la sezione, Curated by Alcova, dedicata alla promozione delle proposte dei talenti più interessanti individuati dai curatori Joseph Grima (fondatore di Space Caviar) e Valentina Ciuffi (fondatrice di Studio Vedèt).

The house of Lyria in Alcova – Foto di Mattia Parodi
The house of Lyria in Alcova – Foto di Mattia Parodi

L'installazione più suggestiva, all'interno degli spazi già carichi di fascino di Alcova, è stata realizzata dalla scenografa Alessia Anfuso, che nel 2016 ha vinto il David di Donatello per il film Lo cunto de li Cunti di Matteo Garrone. L'opera presenta The House of Lyria azienda dell’industria tessile italiana, fondata da Riccardo Bruni a Prato per creare tessuti vivi, unici, senza tempo. Di grande impatti visivo e sonoro è la camera immersiva realizzata da NM3 x LAUFEN che è il frutto della collaborazione tra le due realtà unite dalla ricerca dell'alta qualità dei prodotti, dall'artigianalità e dalla sperimentazione.

Il Caffé Populaire di Lambert & Fils’ in collaborazione con Superflower ad Alcova 2022 Foto di Arseni Khamzin
Il Caffé Populaire di Lambert & Fils’ in collaborazione con Superflower ad Alcova 2022 Foto di Arseni Khamzin

Lambert & Fils', in collaborazione con Superflower, hanno ricreato il Caffé Populaire per il secondo anno nel giardino dell'ex Ospedale militare di Baggio, accanto al tempio del Centro. L'installazione comprende un tavolo conviviale. realizzato da DWA Design Studio di Milano, in cui è la natura, con magnifici fiori di campo, a fare da cornice ai vari momenti di relax e consumo negli spazi esterni di Alcova. La direttrice creativa di Slalom, Isabella Del Grandi, utilizza i materiali fonoassorbenti dell'azienda per creare l’installazione “Silentscape”: una camera dai colori vivaci, con superfici morbide e textures immerge il visitatori nel mondo silenzioso di Slalom.

Nicolò Castellini Baldissera a Casa degli Atellani a Milano – Foto di Max Pescio
Nicolò Castellini Baldissera a Casa degli Atellani a Milano – Foto di Max Pescio

Casa degli Atellani, storica dimora milanese, rivive negli spazi di Alcova grazie alla collezione Portaluppi Herbarium, ideata da Nicolò Castellini Baldissera, nipote dell'architetto Piero Portaluppi, in collaborazione con Pictalab, che trasforma in preziosa carta da parati la stanza giardino della Casa degli Atellani in Corso Magenta a Milano affrescata da Portaluppi.

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