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Gli errori da non fare quando arredi un monolocale, l’architetto: “Non abbiate paura dei colori scuri”

Quali sono gli ultimi trend in fatto di arredamento per un monolocale? Ne abbiamo parlato con un architetto, che ci ha spiegato come rendere funzionale e bello anche un piccolo appartamento.
Intervista a Dott.ssa Sarah Balivo
Architetto e interior designer
A cura di Elisa Capitani
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Nelle grandi città (ma non solo) sono sempre di più le persone che, per motivi economici o di praticità, si ritrovano a vivere in piccoli monolocali. Abitare in questa tipologia di appartamento significa vivere in un unico ambiente che unisce zona giorno, notte e un bagno separato. Un monolocale richiede uno stile di vita minimalista e organizzato e scelte di arredamento pensate in modo intelligente e funzionale, ma non solo: bisogna pensare anche benessere emotivo e psichico di una persona che si trova a vivere in magari 20 metri quadri e, inoltre, un appartamento piccolo può comunque essere arredato con stile. Abbiamo chiesto a Sarah Balivo, architetto e interior designer, di spiegarci quali sono gli ultimi trend in fatto di arredamento per monolocali e quali scelte compiere per renderli più "cool", ma anche pratici, sostenibili e orientati a un benessere psicologico.

Nel 2026 i monolocali continuano a essere una soluzione abitativa sempre più diffusa nelle grandi città. Quali sono le scelte di design che permettono di renderli contemporanei e "cool" senza rinunciare alla funzionalità?

Oggi il vero lusso in un monolocale è far sembrare lo spazio più grande e più ordinato di quello che è. La chiave sta nel progettare in modo molto strategico: pochi elementi, ma pensati bene. Armadiature integrate, volumi puliti, colori usati con intelligenza e una forte attenzione alla luce. Un monolocale contemporaneo non deve sembrare un compromesso, ma una casa piccola e sofisticata, dove ogni scelta ha una ragione precisa.

Quali sono i tre arredi o soluzioni progettuali che secondo lei fanno davvero la differenza in un monolocale?

La prima cosa è un divano letto di qualità, con un materasso alto almeno 18 centimetri. Deve essere pensato per un utilizzo quotidiano, non come soluzione occasionale. La seconda è il letto a scomparsa. Permette di eliminare completamente l’ingombro della zona notte durante il giorno e restituisce allo spazio una dimensione più ariosa e vivibile. La terza, fondamentale, sono mobili contenitori progettati come un doppio involucro: armadiature che contengono moltissimo ma che esteticamente restano pulite e quasi invisibili. L’effetto finale deve essere minimal, come se tutto fosse leggero e ordinato.

Negli ultimi anni si parla molto di mobili trasformabili e multifunzionali. Nel 2026 sono ancora una tendenza o stanno emergendo nuove soluzioni per ottimizzare gli spazi?

Lo sono ancora, ma la differenza rispetto al passato è che finalmente non si pensa più solo alla funzionalità. Per molto tempo i mobili trasformabili erano intelligenti ma esteticamente poco interessanti. Oggi invece il design sta lavorando molto sull’equilibrio tra bellezza e trasformazione: soluzioni che cambiano funzione durante la giornata ma che restano eleganti e coerenti con il resto della casa.

Colori, materiali e texture influenzano molto la percezione dello spazio. Quali palette e quali materiali consiglia per rendere un monolocale visivamente più ampio e allo stesso tempo elegante?

Molti pensano che usare solo colori chiari sia la soluzione più sicura. In realtà non è sempre così. I colori scuri, se utilizzati con strategia, possono creare profondità visiva e rendere lo spazio molto più interessante. Nel mio libro I consigli di Sarah ho dedicato proprio un capitolo all’uso strategico del colore per creare illusioni prospettiche.Un altro elemento potentissimo sono gli specchi. In una piccola casa milanese ho realizzato un’intera armadiatura rivestita in specchio: percettivamente lo spazio si è quasi raddoppiato. È uno di quei trucchi che funzionano sempre, se usati con misura.

Sempre più persone lavorano da casa almeno qualche giorno a settimana. Come si può integrare una zona lavoro in un monolocale senza compromettere l’armonia dell’ambiente?

La cosa più importante è avere uno spazio dedicato, anche se molto piccolo. Può essere semplicemente una mensola o un piano sottile, ma deve essere pensato per quello. Quando si vive in spazi ridotti si rischia di lavorare sul letto o sul divano, e alla lunga questo crea solo confusione mentale. Io consiglio sempre di posizionare la postazione vicino a una finestra, così da avere luce naturale e la possibilità di guardare fuori. Anche vedere un piccolo pezzo di mondo oltre la finestra cambia completamente la qualità della giornata.

Quanto conta l’illuminazione in un piccolo spazio? Quali strategie di lighting design possono trasformare un monolocale e renderlo più accogliente e sofisticato?

Conta moltissimo. In realtà conta in tutte le case, anche in quelle enormi. La luce è tutto. Questo è un segreto che ho imparato nella mia gavetta da set designer: lavorando con i direttori della fotografia progettavamo insieme le scenografie delle sfilate di moda, e lì capisci quanto la luce possa trasformare completamente uno spazio. Non esiste una regola universale: ogni ambiente ha una morfologia diversa e richiede uno studio specifico. Il vero segreto è affidarsi a qualcuno che sappia giocare con la luce, creando livelli diversi e valorizzando i volumi della casa.

Molti monolocali rischiano di sembrare impersonali o troppo minimal. Come si può mantenere uno stile moderno senza rinunciare a carattere e personalità?

Portando dentro casa la propria storia. Ricordi di famiglia, oggetti raccolti nei viaggi, piccole cose che parlano di chi siamo. Che lo spazio sia grande o piccolo, la casa deve raccontare chi la abita. Seguire solo i trend rischia di trasformare l’appartamento in uno showroom: all’inizio può sembrare perfetto, ma dopo un po’ non ci si riconosce più dentro.

Nel 2026 sostenibilità e design sono sempre più intrecciati. Quali soluzioni o materiali eco-friendly consiglierebbe a chi sta arredando un monolocale?

Per me la prima cosa da guardare è la filiera. Siamo sommersi dal fast design e spesso non pensiamo all’impatto ambientale, né fuori né dentro casa. Vernici, tessuti e materiali dovrebbero avere certificazioni precise, perché li utilizziamo ogni giorno e possono incidere sia sulla salute delle persone sia su quella del pianeta. Le vernici ecosostenibili, ad esempio, sono fondamentali per la salubrità degli ambienti. Lo stesso vale per tessuti naturali, legni certificati e arredi pensati per durare nel tempo. La vera sostenibilità, alla fine, è anche comprare meno ma meglio.

Se dovesse dare un solo consiglio a chi sta arredando oggi il suo primo monolocale, quale errore dovrebbe assolutamente evitare?

Avere paura dei colori scuri. Molti arredano interi monolocali solo con colori chiarissimi pensando di non rimpicciolire lo spazio. In realtà è un falso mito. Se usati con intelligenza, i colori più profondi possono dare carattere e creare effetti prospettici che rendono l’ambiente molto più interessante.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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