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21 Gennaio 2022
9:57

Se a scuola si insegna l’empatia: approvato il progetto di legge sulle competenze emotive in classe

Problem solving, pensiero critico, empatia: a scuola dal prossimo anno non si insegneranno soltanto le classiche materie ma anche le competenze emotive. Ne abbiamo parlato con lo psicopedagogista Stefano Rossi.
Intervista a Dott. Stefano Rossi
Psicopedagogista, autore ideatore del Metodo Rossi della Didattica Cooperativa
A cura di Francesca Parlato
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Empatia, problem solving, pensiero creativo, tutte queste caratteristiche rientrano sotto la sfera delle competenze emotive, che dal prossimo anno diventeranno oggetto di ‘insegnamento' nelle scuole. Proprio ieri infatti il Senato, dopo la Camera, ha approvato un disegno di legge che prevede che per il triennio a partire dall'anno scolastico 2022/2023, le scuole secondarie di primo e secondo grado potranno candidarsi per partecipare alla sperimentazione e introdurre nel loro programma le competenze emotive. Attenzione però non si tratta di materie aggiuntive o ore in più di insegnamento: le life skills, dovranno essere introdotte nel metodo didattico.

Che cosa sono le competenze emotive

Nel 1993 l'Organizzazione Mondiale della Sanità stilò per la prima volta l'elenco delle life skills: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress, comunicazione efficace, relazioni efficaci, empatia, pensiero creativo, pensiero critico, prendere decisioni, risolvere problemi. "All'epoca per fare prevenzione e per mettere in guardia bambini e adolescenti da comportamenti a rischio, come bere alcolici o fumare, il metodo più usato erano le campagne informative – spiega a Fanpage.it Stefano Rossi, psicopedagogista e autore ideatore del Metodo Rossi della Didattica Cooperativa – Ovvero attraverso quelle che si definiscono cognitive skills. Ma ci si è resi conto che questo tipo di metodo non arrivava al cuore dei ragazzi. Così vennero individuate dieci competenze che avrebbero dovuto sostenere bambini e adolescenti durante la loro fase evolutiva e per fare in modo che sviluppassero delle capacità proattive e protettive". 

Mente critica e cuore intelligente

Lavorare sull'educazione emotiva di bambini e adolescenti è importante secondo la proposta di legge, per "migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica". "Bisogna lavorare su due livelli – continua Rossi – Il primo è la mente critica. Bisogna allenare bambini e ragazzi a interrogarsi sui miti del nostro tempo. Mentre il secondo livello è quello che io definisco cuore intelligente, ovvero dobbiamo insegnare ai bambini e ai ragazzi a dare un nome alle loro emozioni e a esprimerle in maniera costruttiva. Oggi i bambini fanno fatica a rispettare le regole, gli adolescenti sono in preda all'inadeguatezza, sono spesso in fuga, si ritirano, abbandonano la scuola, sono emotivamente fragili. Mentre in passato sfidavano gli adulti, oggi scappano. La pandemia poi ha sicuramente amplificato le loro difficoltà". Ma non bisogna pensare che le competenze emotive vadano in contrasto con quelle cognitive. "L'obiettivo di questo progetto dovrà essere proprio unire e non separare. Le life skills non dovranno amplificare il narcisismo delle nuove generazioni o potenziarne l'io, ma serviranno a imparare a stare insieme, cooperare, sviluppare empatia, capacità di ascolto. Devono insegnare a prendersi cura degli altri e a stare bene in gruppo". Può apparire complesso trasmettere valori di questo tipo mentre si insegna storia o matematica, ma esistono già diversi metodi di insegnamento che integrano alle cognitive skills le competenze emotive: "La didattica cooperativa integra nelle diverse discipline le life skills: promuove il pensiero critico attraverso la cooperazione tra bambini e ragazzi, insegna loro a gestire e parlare delle proprie emozioni, stimola riflessioni". 

Le life skills nel mondo del lavoro

Problem solving, capacità di stare in gruppo, gestione dello stress, pensiero critico, comunicazione efficace, sono tutte competenze che una volta adulti si inseriscono nei curriculum, possono fare la differenze in un colloquio di lavoro, oltre che nei rapporti umani e per questo si rivela essenziale svilupparle sin dall'infanzia. "Come insegna Bauman la nostra è una società liquida. Oggi sono polverizzate tutte le certezze, il presente è incerto e il futuro, lo abbiamo visto con la pandemia, è imprevedibile. Per questo il compito della scuola e della famiglia è formare esploratori coraggiosi: bambini, ragazzi, givoani che possano navigare e muoversi nell'incertezza con delle abilità. Dotare i nostri studenti di life skills vuol dire equipaggiarli degli strumenti necessari per affrontare il futuro".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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