Peli sul mento, l’endocrinologo: “Pinzette e laser non bastano, bisogna andare all’origine del problema”

Per molte donne i peli sul mento non sono solo una piccola seccatura estetica, ma un dettaglio capace di incidere sulla percezione di sé, sulla sicurezza e persino sulla vita sociale. Quando la peluria diventa più evidente o compare all’improvviso, dietro quello che sembra un semplice inestetismo possono esserci cause precise, spesso legate allo squilibrio ormonale. Dai disturbi endocrini alla sindrome dell’ovaio policistico, il corpo manda segnali che vale la pena ascoltare, senza vergogna. Abbiamo approfondito insieme a Andrea Giustina, primario di Endocrinologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e ordinario di Endocrinologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, le possibili origini del problema, i campanelli d’allarme da non sottovalutare e l’impatto psicologico che questa condizione può avere sull’autostima, per capire quando intervenire e come farlo in modo consapevole.
I peli sul il mento nelle donne sono un fenomeno fisiologico?
No, non si tratta di un fenomeno fisiologico. La condizione che possiamo definire fisiologica o parafisiologica è l’ipertricosi, cioè una peluria più abbondante nelle aree tipiche femminili, come braccia o gambe, spesso di origine genetica e familiare. Diverso è il caso dei peli che compaiono in zone atipiche per la donna ma tipiche per l’uomo, come mento, volto, area sovralabiale, torace, addome o areola mammaria. In queste situazioni si parla di irsutismo. La presenza di peli sul viso, quindi, non è da considerarsi normale e merita un approfondimento perché può essere il segnale di uno squilibrio ormonale.
Quali sono le cause più comuni dell’aumento di peluria in queste zone?
La comparsa di peli in aree maschili fa sospettare un eccesso di ormoni androgeni. Nella donna le principali fonti di questi ormoni sono l’ovaio e la ghiandola surrenale. Nella maggior parte dei casi non si tratta di un aumento marcato di testosterone, ma di androgeni cosiddetti "deboli" che, pur avendo effetti limitati nell’uomo, nella donna possono provocare alterazioni come la crescita di peli in sedi atipiche. Tra le cause più frequenti ci sono la sindrome dell’ovaio policistico, molto comune soprattutto nelle giovani donne, e alcune forme congenite di iperplasia surrenalica, legate a un’alterazione nella produzione di ormoni della ghiandola surrenale.
Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista e quali esami possono aiutare nella diagnosi?
Quando compare una peluria anomala è sempre opportuno consultare uno specialista. Se sono presenti irregolarità del ciclo mestruale, il primo riferimento può essere il ginecologo; in alternativa, è indicata una valutazione endocrinologica. Gli accertamenti di base comprendono esami del sangue per valutare i livelli ormonali, in particolare gli androgeni, ed ecografia ovarica per escludere la presenza di ovaie policistiche. Se si sospetta un’origine surrenalica, si procede con test ormonali specifici ed ecografia della ghiandola surrenale.
Molte donne ricorrono a pinzetta, ceretta, laser o luce pulsata. Sono soluzioni sicure?
Questi metodi non sono controindicati in sé, ma non risolvono la causa del problema. Agiscono solo sull’aspetto estetico e spesso ritardano la diagnosi. Se alla base c’è uno squilibrio ormonale, la peluria tende comunque a ripresentarsi o ad aumentare. Inoltre, condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico non si limitano ai peli in eccesso: possono associarsi a irregolarità mestruali, aumento di peso, resistenza all’insulina e alterazioni metaboliche. Per questo è importante non sottovalutare il segnale e non affidarsi esclusivamente a rimedi cosmetici.
Quali terapie possono essere utili quando la causa è ormonale?
Nella sindrome dell’ovaio policistico, ad esempio, si osserva uno squilibrio tra ormoni femminili ed androgeni. In questi casi può essere utile la pillola estroprogestinica, che riequilibra il rapporto ormonale. Alcune formulazioni contengono anche sostanze antiandrogene che riducono l’azione degli ormoni maschili. La terapia viene personalizzata e spesso somministrata a cicli. La risposta varia da paziente a paziente: dopo la sospensione i sintomi possono ripresentarsi gradualmente, quindi il trattamento va sempre concordato con lo specialista.
C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato?
Sì, assolutamente. Queste manifestazioni vengono talvolta considerate solo un problema estetico, ma non è così. Possono essere il campanello d’allarme di condizioni con implicazioni metaboliche e ormonali importanti. Inoltre, l’impatto psicologico può essere significativo, molte ragazze vivono la peluria sul viso con disagio, imbarazzo e ripercussioni sulla vita sociale e sull’autostima. Anche questo aspetto deve essere preso sul serio dal medico, perché la qualità della vita è parte integrante della salute.