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L’orario in cui vai a dormire può influenzare la salute del cuore secondo uno studio

Andare a letto molto tardi aumenta del 16% il rischio di problemi cardiaci: degli studi britannici collegano sonno tardivo, stile di vita e salute del cuore.
A cura di Elisa Capitani
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Ci sono persone che alle 21 sono già sotto le coperte, pronte per una notte di sonno rigenerante; altre che, dopo cena, si concedono "solo un episodio in più" su Netflix e si addormentano verso le 23; e poi c’è invece chi trascorre la serata ben oltre la mezzanotte, tra chi lavora fino a tardi, chi ha necessità famigliari e chi invece semplicemente non si stacca dai social. Queste differenze non sono solo indice di gusti, abitudini o necessità: emergono, infatti, con evidenza sempre maggiore dalla ricerca scientifica, dati secondo i quali andare a letto oltre un certo orario è estremamente rischioso per la salute cardiovascolare di una persona. In particolare, uno studio britannico pubblicato sul Journal of the American Heart Association, ha associato in modo significativo orari di sonno tardivi e attività serale con conseguenze che vanno ben oltre la semplice stanchezza mattutina.

Cosa ha dimostrato lo studio

La ricerca ha messo a confronto dati di oltre 300mila adulti con età media di circa 57 anni, analizzando abitudini di sonno, stili di vita e indicatori di salute cardiovascolare. Chi si identificava come "persona della sera", quindi che si addormenta molto tardi rispetto alla media (ad esempio verso le due del mattino), ha mostrato un profilo di salute cardiaca peggiore rispetto a chi va a dormire in orari più tradizionali. Nel follow-up durato ben 14 anni, chi si addormentava più tardi ha avuto un rischio aumentato del circa 16% di incorrere in un evento cardiovascolare importante, come infarto o ictus, rispetto a chi ha orari di sonno più intermedi.

Altri fattori che contribuiscono al rischio cardiovascolare

Lo studio non attribuisce tutto il rischio al solo orario in cui si va a letto: l’associazione tra sonno tardivo e rischio di malattie cardiache sembra essere in gran parte mediata anche da comportamenti modificabili che spesso accompagnano i ritmi serali. Ad esempio, chi va a letto molto tardi tende ad avere più spesso abitudini alimentari di qualità inferiore, maggiore probabilità di fumare, livelli di attività fisica più bassi e sonno complessivamente insufficiente. È emerso anche che l’irregolarità del sonno, cioè andare a dormire e svegliarsi a orari molto variabili, può da sola aumentare il rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus, indipendentemente dalla durata complessiva del sonno. Questi meccanismi sono legati al disallineamento del ritmo circadiano, che regola non solo il sonno ma anche processi metabolici, pressione sanguigna e funzione cardiaca.

E se lavoro fino a tardi?

Ovviamente, non tutti possono scegliere liberamente il proprio orario di sonno: chi lavora fino a tardi, chi ha turni serali o responsabilità familiari può ritrovarsi a coricarsi molto più tardi del consigliato. È necessario non colpevolizzare chi ha ritmi diversi per necessità, ma è comunque un bene leggere lo studio britannico come un invito a essere consapevoli dei rischi legati al sonno tardivo. Piccoli accorgimenti, come cercare di mantenere orari regolari quando possibile, limitare caffeina e dispositivi luminosi nelle ore serali, o recuperare ore di riposo nei giorni liberi, possono aiutare a ridurre l’impatto sul cuore, senza dover stravolgere la propria routine lavorativa o personale.

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