James Van Der Beek, oltre al cancro una seconda battaglia: costretto a vendere i cimeli per le spese mediche

Si è spento ieri l'attore James Van Der Beek, conosciuto in tutto il mondo per la sua indimenticabile interpretazione di Dawson nella serie cult anni '90, Dawson's Creek. L’attore americano si è spento a soli 48 anni, dopo una lunga battaglia contro il cancro del colon retto che aveva reso pubblica ormai da oltre due anni, annunciandolo con coraggio nel 2024. La notizia, annunciata su Instagram dalla moglie Kimberly con parole di commozione e gratitudine per la vita condivisa, ha scosso non solo i fan che sono cresciuti con Dawson’s Creek, ma anche chi guarda con attenzione alle fragilità umane che si nascondo dietro la celebrità. James, infatti, in questi ultimi anni ha parlato molto anche pubblicamente della sua malattia, dimostrando non solo coraggio ma anche determinazione e aveva un obiettivo preciso, un ultimo desiderio: assicurare un futuro e una sicurezza economica alla sua famiglia dopo la sua morte, a fronte anche delle ingenti spese sanitarie che ha dovuto affrontare. Per fare questo aveva deciso di vendere molti dei cimeli iconici della serie, dalla camicia di flanella alla collana che il suo personaggio regalava a Joey nella serie. Negli Stati Uniti la situazione sanitaria è infatti ancora drammatica, molte persone non possono permettersi di curare le malattie che hanno perché la spesa è troppo alta, e sono vittime di un radicato sistema di ingiustizia.

La scelta di vendere i cimeli e la campagna di solidarietà
Negli ultimi mesi della sua vita, Van Der Beek aveva dovuto affrontare non solo il progressivo peggioramento della salute ma anche il peso schiacciante delle spese mediche negli Stati Uniti, costi talmente ingenti da svuotare i risparmi di una famiglia numerosa, James e la moglie avevano infatti 6 figli insieme. Per far fronte a queste spese aveva messo all’asta alcuni dei suoi ricordi più amati, compresi oggetti di memorabilia legati a Dawson’s Creek e al film Varsity Blues, tra cui la camicia a quadri storica della serie (venduta a circa 2000 sterline) e la collana simbolo che il suo personaggio dava a Joey al ballo, venduta a un prezzo che si stima essere attorno alle 30mila sterline.

Tra gli altri cimeli che l’attore ha scelto di vendere rientrano poi quelli legati al cinema, che il suo personaggio adorava: il peluche di ET, la statuetta di Indiana Jones e il completo bianco dei primi episodi. Nonostante quella scelta difficile, le risorse non sono state sufficienti. Dopo la sua morte, amici e colleghi hanno immediatamente lanciato una campagna GoFundMe per sostenere la moglie e i sei figli, raccogliendo oltre un milione di dollari in poche ore per coprire spese quotidiane, bollette e istruzione dei bambini, di età compresa tra 4 e 15 anni.

Van Der Beek non era soltanto un volto amato della televisione degli anni ’90, era un marito e padre profondamente legato alla sua famiglia, che nei suoi ultimi anni aveva più volte ricordato attraverso i social e i video. In un post di compleanno aveva parlato dei suoi figli come del suo mondo e della sua forza, oltre che della sua vera eredità, dicendo che il suo percorso come attore è stato certamente importante ma mai quanto la sua famiglia. Una delle ultime apparizioni pubbliche risale a settembre 2025 quando, aiutato dall’amica e collega di Dawson’s Creek Michelle Williams, aveva organizzato una Reunion con tutto il cast della serie e la sua famiglia per raccogliere dei soldi e pagare le cure mediche e aiutare la famiglia. Purtroppo James, già indebolito dalla malattia, non aveva potuto partecipare, ma aveva registrato un video per ringraziare la Williams, i colleghi e tutti i presenti.

Un sistema sanitario che genera indignazione
La storia di Van Der Beek ci ricorda ancora una volta le contraddizioni del sistema sanitario negli Stati Uniti, dove anche individui con carriere consolidate e stipendi elevati possono ritrovarsi in difficoltà economica di fronte a malattie gravi. In Europa e in molte altre parti del mondo, cure oncologiche di base sono coperte dal sistema sanitario; negli Stati Uniti, la combinazione di assicurazioni private, spese farmaceutiche enormi e trattamenti non coperti può trasformare una diagnosi in una vera e propria crisi finanziaria e lasciare un famiglia come quella di James in grave difficoltà.

Questo problema è emerso in molte discussioni pubbliche e casi mediatici negli ultimi anni, compreso quello di Luigi Mangione, un uomo di 26 anni che ha sofferto per anni di dolore cronico alla schiena legato a spondilolistesi, una condizione dolorosa cronica che richiede trattamenti costosi e un iter medico complesso. Mangione, che ha attirato l’attenzione internazionale per l’uccisione dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, ha anche portato al centro del dibattito pubblicazioni e polemiche sull’accesso alle cure e sull’insufficienza di coperture sanitarie adeguate per chi convive con condizioni croniche. Se la vicenda di Mangione è ovviamente controversa per i motivi giudiziari che la circondano, ciò che la collega alla tragedia di Van Der Beek è un contesto strutturale: negli Stati Uniti cure e terapie possono diventare così costose da far terminare i risparmi di una vita, spingendo persone comuni e anche star della televisione a compiere scelte difficili per restare a galla.
Un’eredità che va oltre gli oggetti
Nonostante abbia dovuto cedere i propri cimeli per far fronte alle spese di salute, il lascito di James Van Der Beek va ben oltre gli oggetti materiali. I fan di tutto il mondo, dalla generazione cresciuta con Dawson’s Creek a chi lo ha seguito nei ruoli successivi, ricordano la sua energia, la sua empatia e la sua dedizione alla famiglia. Amici e colleghi di set, tra cui Michelle Williams, Katie Holmes e altri membri del cast, si sono mobilitati per celebrare la sua vita, partecipando a eventi di raccolta fondi e condividendo ricordi personali. Nel cuore dei suoi familiari, nelle storie condivise dagli spettatori e nella solidarietà raccolta in queste ore, il ricordo di James supera la tragedia, è il ricordo di un uomo che ha vissuto la sua carriera con autenticità e ha amato profondamente fino alla fine.