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Filler di acido ialuronico: a cosa stare attenti e quali sono le complicanze più frequenti

È solo un filler. Un intervento, per quanto semplice, non è mai privo di rischi. A cosa stare attenti e come gestire le eventuali complicanze lo abbiamo chiesto alla chirurga Giovanna Zaccaria.
Intervista a Dott.ssa Giovanna Zaccaria
Giovanna Zaccaria chirurgo plastico e specialista in medicina estetica dell'IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio
A cura di Francesca Parlato
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Una piccola iniezione, una punturina di acido ialuronico e subito il volto appare più fresco. I filler ormai imperversano, e se prima la medicina estetica era appannaggio di donne e uomini di una certa età, oggi anche i giovanissimi fanno ricorso, senza farsi troppi problemi, a queste piccole iniezioni di bellezza per correggere imperfezioni (vere o presunte).
Ma la facilità (apparente) dell'intervento (si tratta di procedure ambulatoriali) e l'economicità (quasi sempre a discapito della qualità) fa calare la soglia di attenzione e alzare così il rischio di complicanze. "Partiamo dal presupposto che i filler sono a tutti gli effetti dei dispositivi medici e possono essere iniettati soltanto da personale medico – chiarisce subito la dottoressa Giovanna Zaccaria chirurgo plastico e specialista in medicina estetica dell'IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant'Ambrogio e tra i massimi esperti in trattamento delle Complicanze da Filler del volto – I filler vengono impiantati nel volto per contrastare i segni dell'invecchiamento e i danni provocati dal sole e sono utili per ripristinare quei volumi (labbra o zigomi ad esempio) che si perdono con l'età". 

Che cosa sono i filler

Tutto comincia a 25 anni, è da quest'età infatti che la forza di gravità comincia a scatenare i primi suoi effetti sulla nostra pelle. "Prima dei trent'anni l'impalcatura di collagene e tessuto connettivo che dà quell'aspetto sodo alla nostra pelle comincia a cedere. C'è una perdita di tono e di volume che provoca la comparsa delle prime rughe, iniziamo a vedere i solchi. Le creme purtroppo, quando la pelle ha già ceduto, servono a poco, possono idratare la nostra pelle ma non riescono a riempire e a integrare". L'acido ialuronico è una sostanza presente nel nostro corpo, uno dei componenti fondamentali del tessuto connettivo è la struttura di sostegno e di riempimento del nostro organismo "Attraverso i filler a base di acido ialuronico (che con il tempo si riassorbe, per questo l'intervento non è mai permanente) si riempiono i solchi, si spianano le rughe, senza però alterare l'anatomia del volto". Possiamo distinguere i filler in due categorie: permanenti e riassorbibili. "I primi erano utilizzati per avere risultati più duraturi e perché si riteneva che fossero più convenienti anche economicamente (il paziente faceva un unico trattamento) ma nel tempo abbiamo visto che questo tipo di filler (fino al 1992 si utilizzava prevalentemente il silicone, poi è stato vietato per legge) anche a distanza di anni, poteva creare problemi nell'organismo, rischiando di dare luogo a vere e proprie deformazioni". I filler riassorbibili a base di acido ialuronico invece sfruttano il fatto che quest'ultimo è un componente endogeno del nostro derma. "Si tratta di iniezioni che vanno a idratare i tessuti e stimolare la produzione di elastina e di acido ialuronico, non sono filler riempitivi. – spiega Zaccaria – I filler attuali biostimolano i tessuti, idratandoli e stimolando la produzione di elastina e collagene, ripristinando l'impalcatura di sostegno del nostro volto, migliorandone l'elasticità e ridonandole la lucentezza  Gli effetti possono durare dai 6 ai 24 mesi e questo dipende dalla densità del filler". L'effetto che si cerca è quello più naturale possibile: "L'idea è integrare, il tessuto deve essere rinfrescato, non dare l'impressione di aver fatto ricorso alla medicina". 

Le complicanze più comuni

Anche se si tratta di punture, anche se l'amica ci ha detto che è stato facile come bere un bicchier d'acqua e anche se l'effetto è temporaneo, non dobbiamo mai abbassare la guardia. "Intanto bisogna sempre affidarsi a un medico specializzato in questo tipo di intervento. Oggi in Italia non c'è una legislazione precisa che vieti a chi non è specializzato nel settore di effettuare tali trattamenti ma il mio consiglio è sempre rivolgersi a medici che abbiano esperienza: iniettare male un filler può avere delle conseguenze di non poco conto, da un semplice arrossamento a occlusioni  arteriose e necrosi dei tessuti. Ci possono essere dei veri e propri disastri". Tra le complicanze più comuni ci sono l'arrossamento e il gonfiore. "Subito dopo l'iniezione non dobbiamo spaventarci se vediamo comparire un rossore, ma nel giro di 24-48 ore deve completamente sparire. Se invece permane ed è associato a dolore o a una sensazione di noduli o corpo estraneo, vuol dire che c'è qualcosa che non va e che si è instaurata una complicanza – avverte Zaccaria – Le complicanze possono essere precoci, ovvero manifestarsi nell'arco di poche ore o giorni, oppure tardive, e comparire a distanza di mesi o anni (edemi, gonfiori, discromie)". Le complicanze possono avere varie origini: "Possono essere dovute a all'iniezione di filler di scarsa qualità, a una tecnica sbagliata  un'infezione, a una tecnica sbagliata oppure a una disinfezione cutanea distratta (anche lasciare il trucco sul viso o i capelli sciolti alla paziente può provocare un'infezione)". A volte può accadere che dopo un filler mirato ad esempio alle labbra si gonfi una zona diversa del volto. "Questo dipende dal drenaggio linfatico e vascolare del viso, non è raro che si gonfi una zona lontana dal sito di iniezione". Quando si fa un filler è fondamentale informare il medico del proprio stato di salute, non tralasciando nessun dettaglio. "Se la paziente ha un'infezione in corso l'introduzione dell'ago stessa può provocare una complicanza, sia immediata che a distanza di tempo. In tutti questi casi il primo passo da fare è una terapia antibiotica ad ampio spettro, e un'ecografia del volto, l'unico esame in grado di individuare dove sono localizzati i depositi di acido ialuronico. Una volta curata l'infezione se c'è ancora del filler si procede con la ialuronidasi, ovvero con l'introduzione di un enzima in grado di sciogliere l'acido ialuronico". La ialuronidasi però è efficace quando il filler è a base di acido ialuronico, in altri casi bisogna procedere con altri rimedi. "Quando si tratta di silicone o altre sostanze non riassorbibili simili si ricorre alla terapia laser per rimuoverlo che scioglie  il filler anche iniettato molti anni prima e poi attraverso la spremitura si procede alla rimozione dello stesso. Nell'arco di 7 giorni il gonfiore andrà via senza cicatrici o altre conseguenze. In alcuni casi potrebbe essere necessario ricorrere all'incisione e drenaggio chirurgico che può  lasciare piccole cicatrici invisibili, di pochissimi millimetri".

Filler: a cosa fare attenzione

Se decidiamo di fare un filler allora è bene seguire alcune regole e accortezze, la prima è intanto scegliere un medico esperto, specializzato in questo tipo di intervento e ricordarci sempre che economia e qualità difficilmente vanno a braccetto. "Ricordiamoci sempre che si tratta di un dispositivo medico, come una protesi, è un corpo estraneo che introduciamo nel nostro organismo, anche se si integra perfettamente". Poi alcune accortezze di carattere pratico. "Evitiamo il sole per una settimana, niente saune o bagno turco, beviamo molto, non sottovalutiamo l'idratazione perché il filler richiama acqua (è per questo che ci si gonfia), evitiamo attività che aumentano il metabolismo corporeo e di andare in palestra o fare sport il giorno che abbiamo fatto l'iniezione. Anche trucchi e creme sono da evitare, ma soltanto nella prima giornata". Attenzione anche se avvertiamo fastidio mentre siamo sul lettino: "Se durante l'iniezione sentiamo un forte dolore informiamo subito il medico, vuol dire che può aver toccato un vaso o un nervo e che deve cambiare la posizione dell'ago o della cannula". Infine un consiglio dell'esperta. "Se abbiamo voglia di rinfrescare il viso, di vederlo più tonico, va bene ricorrere ai filler, ma ricordiamoci sempre di iniziare gradualmente, evitiamo di fare tutto insieme. Un filler alla volta".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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