Esistono davvero i cibi anticancro? Il medico spiega il mito dei supercibi

Quando si parla di prevenzione oncologica, l’alimentazione è uno dei primi temi che emergono. Tra social, credenze popolari e titoli di giornale sensazionalistici, però, è facile imbattersi in promesse eccessive e nell’idea che esistano "supercibi" capaci da soli di proteggerci dal cancro. La scienza, in realtà, racconta una storia più complessa e meno miracolosa, fatta di abitudini quotidiane, equilibrio e modelli alimentari completi più che di singoli ingredienti. Abbiamo chiesto a Andrea Pontara, medico dell’Area Nutrizione Clinica e consulente del programma Trapianti presso l’Ospedale San Raffaele, di fare chiarezza su cosa significhi davvero parlare di alimenti cosiddetti protettivi, quali scelte contano concretamente e i miti da sfatare.
Si può davvero parlare di alimenti che aiutano a prevenire il cancro oppure si rischia di cadere nella semplificazione dei cosiddetti supercibi miracolosi?
Non esistono cibi miracolosi con un vero effetto antitumorale. Quello che fa la differenza è la combinazione degli alimenti all’interno di un modello alimentare equilibrato, che nel lungo periodo può incidere davvero sullo stato di salute. Parlare di singoli cibi anticancro è quindi un’estrema semplificazione.
Possiamo però dire che esistono alimenti più protettivi di altri?
Sì, alcune categorie alimentari, per la loro composizione in micronutrienti, fibre e sostanze bioattive, possono avere un effetto benefico. Consumare regolarmente verdura, frutta, legumi e cereali integrali, quindi alimenti ricchi di fibre, aiuta l’apparato digerente e contribuisce a ridurre infiammazione e stress ossidativo. Ogni alimento ha caratteristiche specifiche, ma è la loro combinazione a fare la differenza, soprattutto se inserita nel modello della dieta mediterranea.
Quindi è più una questione di schema alimentare che di singoli prodotti?
Esatto. Le evidenze scientifiche mostrano che la dieta mediterranea è tra i modelli più protettivi, non solo nel ridurre il rischio oncologico ma anche nel diminuire il rischio di recidive in chi ha già avuto un tumore.
Aglio e cipolla, sono spesso proposti sui social come alimenti protettivi, cosa c'è di vero?
Anche per questi alimenti vale lo stesso discorso. È vero che, per esempio, la cipolla contiene quercetina, un antiossidante, ma basare la prevenzione sul consumo esagerato di un singolo alimento non è una strategia efficace né nutrizionalmente adeguata, perché anche aglio e cipolla non hanno assolutamente un effetto antitumorale di per sé.
E per quanto riguarda i carotenoidi, come quelli contenuti in carote, pomodori e peperoni?
Il beta-carotene è un ottimo antiossidante e può contribuire a ridurre l’infiammazione cronica, che è un fattore di rischio per molte malattie, tumori compresi; tuttavia non esistono evidenze che un singolo nutriente abbia da solo proprietà anticancro marcate. Anche qui l’effetto è parte di un contesto alimentare più ampio.
Alimenti fermentati come kefir o kimchi possono avere un ruolo nella protezione?
Possono contribuire indirettamente migliorando il microbiota intestinale. Oggi sappiamo che microbiota e sistema immunitario sono strettamente collegati, quindi prendersi cura dell’intestino può essere un tassello in più.
Quindi, il mito dei supercibi va superato?
Assolutamente sì. Se esistesse un alimento miracoloso lo sapremmo tutti, probabilmente qualcuno avrebbe già vinto il premio Nobel (ride); la prevenzione passa invece da equilibrio, varietà e stile di vita complessivo.