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Doccia fredda o calda e quante volte lavarsi: la dermatologa spiega cosa è meglio per la pelle

La facciamo senza pensarci, anche canticchiando, ma la doccia è in realtà uno dei gesti quotidiani da attenzionare. Una dermatologa spiega a Fanpage.it rischi e comportamenti da seguire.
Intervista a Dott.ssa Ines Mordente
Specialista in Dermatologia e Venereologia.
A cura di Elisa Capitani
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La doccia è un gesto quotidiano che all’apparenza può sembrare banale e automatico. Tuttavia, ha un impatto diretto sulla barriera cutanea, cioè quel sistema di lipidi e cellule che protegge la pelle da irritazioni, allergeni e perdita d’acqua. Sembra scontato che tutti la facciano ogni giorno, ma non è così, e spesso emergono false credenze: la doccia quotidiana è possibile e spesso utile, ma deve essere calibrata sul proprio tipo di pelle. Ad esempio, la scelta del detergente e l’idratazione immediatamente successiva con una crema sono passaggi fondamentali per preservare la barriera cutanea. Ne abbiamo parlato con Ines Mordente, specialista in Dermatologia e Venereologia.

Doccia quotidiana: sì o no?

Sì, purché sia fatta correttamente. La frequenza ideale, che può essere una o due volte al giorno, può dipendere dal tipo di pelle, ovvero secca, sensibile o grassa, ma anche dall’attività fisica, dal clima e dall’eventuale presenza di patologie dermatologiche. Una pelle secca o atopica può beneficiare di docce quotidiane brevi, utilizzando detergenti molto delicati. Una pelle grassa o chi pratica sport può detergersi ogni giorno senza problemi, purché scelga prodotti adeguati.

Qual è la temperatura dell’acqua più adatta?

L’acqua troppo calda è uno dei principali nemici della barriera cutanea. È preferibile usare acqua tiepida ed evitare docce molto calde e prolungate. Il rischio è quello di rimuovere eccessivamente i lipidi protettivi, aumentare la disidratazione, peggiorare prurito e rossori e, in alcuni casi, favorire un abbassamento della pressione. L’acqua fredda non è necessaria per la salute della pelle: può dare una sensazione tonificante, ma non rappresenta un obbligo dermatologico.

Quanto dovrebbe durare una doccia ideale?

La durata consigliata è tra i 5 e i 10 minuti, che è preferibile non superare.

Quali detergenti scegliere?

Il detergente fa davvero la differenza. È importante preferire formule con pH fisiologico, quindi circa 5,5, e prive di tensioattivi aggressivi. Vanno evitati i saponi tradizionali alcalini e i detergenti eccessivamente schiumogeni. In caso di pelle sensibile, secca o con dermatite atopica, sono indicati detergenti relipidanti o lipid-replenishing. Occorre inoltre fare attenzione all’uso di spugne abrasive e scrub frequenti, che possono danneggiare la barriera cutanea.

Cosa fare dopo la doccia per evitare la disidratazione?

È fondamentale applicare una crema o un emolliente entro pochi minuti, scegliendo una texture adatta al proprio tipo di pelle. Non bisogna aspettare che la pelle “tiri”. L’obiettivo è ripristinare i lipidi e ridurre secchezza e prurito.

Quali sono i segnali di una doccia troppo aggressiva?

Pelle che tira, prurito dopo la doccia, desquamazione e rossori diffusi sono campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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