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Cos’è e come nasce il Dry January, la sfida del gennaio senza alcol

Dopo gli eccessi delle feste, sempre più persone decidono di aderire al Dry January e passare il mese intero di gennaio senza bere alcol: nel 2026 i dati parlano di 17,5 milioni di persone.
A cura di Elisa Capitani
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Dopo settimane di pranzi, cene, brindisi e festeggiamenti, gennaio spesso arriva come un momento in cui il nostro corpo e la nostra mente chiedono una pausa, soprattutto dal consumo di alcol. Proprio in questo contesto post-festivo è cresciuta una pratica che negli ultimi anni ha conquistato sempre più persone in tutto il mondo: il Dry January. L’idea di dedicare il mese di gennaio all’astensione dall’alcol nasce non tanto come moda passeggera, quanto come risposta collettiva alla necessità di resettare le proprie abitudini dopo le vacanze, riflettere sul rapporto con l’alcol e sperimentare benefici concreti per la salute.

Come nasce e cos’è il Dry January

Il Dry January è una sfida che consiste nell’astenersi dal bere alcolici per tutto il mese di gennaio. La sua origine ufficiale si collega a una figura chiave, Emily Robinson, un'atleta amatoriale britannica che nel gennaio 2011 decise di non bere alcol per prepararsi a una mezza maratona. Dopo aver sperimentato benefici come migliore energia e sonno, Robinson, entrata nel 2012 a far parte dell’associazione Alcohol Change UK, contribuì a trasformare questa esperienza personale in una campagna organizzata di salute pubblica. Nel 2013 Alcohol Change UK lanciò il primo Dry January come evento ufficiale, con circa 4.000 persone che si iscrissero alla sfida. Da allora il fenomeno si è diffuso in altri Paesi, arrivando in Italia, Svizzera, Germania, Norvegia, Francia, Stati Uniti e molte altre nazioni, diventando un appuntamento riconosciuto (e a volte temuto) di inizio anno.

Perché fa bene al nostro corpo

Certo, in certi contesti non è così facile rinunciare al bicchiere di vino o alla birra con gli amici, ma il Dry January porta con sé numerosi benefici per la salute che iniziano già durante il mese stesso di astensione dall’alcol e che possono quindi ispirarci e spronarci. Uno studio pubblicato sulla rivista medica Alcohol and Alcoholism ha mostrato che chi rinuncia completamente all’alcol per un mese può sperimentare miglioramenti nel sonno, nell’umore, nei livelli di energia e nella funzione epatica, così come riduzioni della pressione sanguigna e del peso corporeo rispetto a chi non modifica le proprie abitudini di consumo. Partecipanti allo studio che hanno completato il mese senza bere hanno segnalato un sonno di qualità superiore, maggiore concentrazione e un aumento dell’energia quotidiana, benefici associati alla sospensione del consumo alcolico. Anche chi ha solo diminuito l’assunzione ha riportato miglioramenti in alcune di queste aree, suggerendo che una pausa dall’alcol, anche temporanea, può essere positiva per il benessere fisico e mentale.

Quali sono le statistiche del Dry January

Anche la partecipazione al Dry January è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, tanto da renderlo un fenomeno globale oltre che una tendenza di inizio anno. Secondo i dati dell’organizzazione britannica Alcohol Change UK, nel 2025 più di 17,5 milioni di persone in tutto il mondo hanno pianificato di partecipare alla sfida nel 2026 e oltre 200.000 lo avevano fatto formalmente utilizzando gli strumenti offerti dalla campagna nel 2025. Nel Regno Unito, il numero di persone intenzionate a provare il mese senza alcol è passato da poche migliaia nel 2013 a oltre 15 milioni di dichiarazioni di partecipazione in anni recenti. Anche in Italia si osservano segnali di adesione e cambiamento, alcune ricerche mostrano che circa il 22 % degli italiani ha dichiarato l’intenzione di smettere completamente di bere durante il Dry January, con percentuali di riduzione ancora più alte tra i più giovani e una tendenza più ampia a moderare il consumo di bevande alcoliche nel corso dell’anno, non solo a gennaio.

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