Classifica detergenti intimi di Altroconsumo: il migliore si compra al discount, tra i peggiori uno da farmacia

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Il prezzo non fa la qualità. Nella classifica dei detergenti intimi di Altroconsumo ai primi posti ci sono prodotti da pochi euro, all’ultimo uno da 10 euro.

Un detergente intimo è un prodotto essenziale nella pulizia quotidiana, da scegliere in modo accurato. Non sempre il prezzo è sinonimo di qualità: pagare di più un prodotto o acquistarlo in farmacia, non significa necessariamente che sia migliore di un equivalente da meno euro che si trova sugli scaffali del discount. Lo dimostra la classifica di Altroconsumo.

Quasi 400 donne hanno provato 15 prodotti (travasati in confezioni anonime per renderli irriconoscibili). Altroconsumo ha incluso solo prodotti cosmetici conformi al regolamento europeo, escludendo dispositivi medici, presidi medico-chirurgici e i biocidi con proprietà curative, disinfettanti o battericide. Le tester li hanno valutati in base a tre macro aree: ingredienti, impatto ambientale e gradevolezza nell'uso. L'elenco riserva delle sorprese, perché nomi molto gettonati, tradizionalmente associati alla pulizia quotidiana, hanno invece riscosso poco successo tra le donne coinvolte nell'analisi.

La prova pratica è stata decisiva: Altroconsumo ha affidato il 60% del giudizio globale appunto alla fase più "concreta". L’impatto ambientale pesa il 20% e dipende quindi dalla valutazione degli ingredienti in etichetta e dai materiali dell'imballaggio. Per il 10% pesa la presenza di interferenti endocrini, sensibilizzanti e allergeni. Il restante 10% è dato metà dall'etichetta e metà dal Ph verificato in laboratorio. Questo aspetto è importante per la salute. Un detergente intimo deve avere un Ph tra 3,5 e 5,5, quindi deve essere acido se usato da una donna adulta sana, così da non interferire con il naturale Ph delle parti intime.

Il detergente intimo Infasil Neutro delicato è stato il più apprezzato dalle tester, soprattutto per la sensazione di pulizia, la consistenza, la freschezza, il profumo. Su questo aspetto è stata chiara anche la ginecologa Farris, che ha Fanpage.it ha spiegato: "Spesso si aggiunge il mentolo per dare freschezza, la salvia, la camomilla: ma il profumo stesso, aggiunto come componente, può dare una reazione allergica. Quindi in realtà non è detto che siano realmente rinfrescanti: è più un odore, un profumo che hanno che fa sembrare così".

Il detergente intimo Fior di Magnolia di Eurospin è risultato il più economico del test (1,52 di media) e anche il migliore come impatto ambientale. Poco graditi i detergen­ti che fanno troppa schiuma (Selex, Neutro Roberts), quelli difficili da risciac­quare (Vidermina, Venus), quelli di consi­stenza troppo liquida (Coop, Vidermi­na) o gelatinosa (Lycia, Nivea). Non sono stati apprezzati particolarmente due prodotti che si trovano anche nelle farmacie e che costano più di 10 euro: Saugella e Vidermi­na non vanno oltre la sufficienza.

Giudizio negativo per Neutromed su due fronti: l'imballaggio, per lo spazio vuoto lasciato all'interno del flacone e il rischio sulla salute, per la presenza di sodium salicylate. È ammesso dalla normativa vigente, ma secondo l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) potrebbe nuocere alla fertilità e al feto.

Nessun detergente ha ottenuto il riconoscimento di Miglior Scelta Green: nessuno, infatti, è risultato ottimale sia per formule che per imballaggi in modo da risultare realmente sostenibile per l'ambiente. Il migliore per l’impatto ambientale è risultato comunque quello di Eurospin, ma non con 5 stelle: il falcone non è in plastica riciclata. Il peggiore per l'impatto ambientale è Chilly.

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