Costretta a sposarsi quando aveva appena sei anni. Arriva dall’India, dallo stato settentrionale del Rajasthan, la storia di Pintudevi, una ragazza che solo quando ha compiuto diciotto anni ha ritrovato la sua “libertà”. A diciotto anni, infatti, la sposa bambina ha ottenuto il divorzio che aspettava da lunghi dodici anni. “Sono finalmente libera e ora il mio unico sogno è cominciare a studiare”, è quanto ha detto la giovane all'agenzia di stampa Ani. Pintudevi, nata a Pithawash nella famiglia di un operaio, era stata costretta a sposarsi quando era solo una bambina e ora è riuscita a presentarsi in tribunale e chiedere di sciogliere quel legame. Ci è riuscita anche grazie al sostegno di Kriti Barthi, fondatrice della Ong Saarthi Trust, che si batte per l'annullamento dei matrimoni precoci. Secondo quanto riportato dai media, è stata la stessa fondatrice Barthi ad accompagnare la ragazza, lo scorso giugno, al tribunale di Jodhpur che poi le ha concesso il divorzio. Già molto tempo fa la ragazza aveva chiesto aiuto per divorziare ai familiari del marito, con cui viveva, ma loro avevano minacciato ritorsioni e le avevano detto che sarebbe stata oggetto del disprezzo di tutti. Il magistrato che ha firmato il divorzio, PK Jain, li ha incriminati facendo appello alla legge che vieta i matrimoni dei minori.

Secondo un rapporto del 2018 di Unicef, nel mondo si registra una forte riduzione dei matrimoni che vedono coinvolte minorenni ma le spose bambine sono ancora 12 milioni ogni anno. Il calo del fenomeno a livello globale si deve ai progressi registrati negli ultimi anni in alcuni Paesi, soprattutto nel sud dell'Asia tra cui proprio l’India, dove il numero di matrimoni che hanno coinvolto minori di diciotto anni si è ridotto di oltre un terzo, dal 47 percento di dieci anni fa all'attuale 27 percento. Per l'Unicef una delle ragioni è da individuare nell'aumento del livello dell'istruzione femminile.