Banalmente in tanti dicono che per Roger Federer il tempo si è fermato, ma non è così. Perché è proprio lo scorrere del tempo che, se possibile, aumenta la grandezza di questo straordinario campione che mentre viaggia verso i trentasette anni torna almeno per un mese il numero 1 della classifica mondiale. A Rotterdam, dove ha chiesto e ottenuto una wild card, doveva vincere tre partite, contro avversari di livello non eccelso, e le ha vinte. Lunedì per la 303esima volta sarà davanti a tutti nel ranking.

Tredici mesi d’oro, 3 Slam e il numero 1

Un anno fa quando vinse gli Australian Open da numero 17 lo svizzero era raggiante, davvero dava l’idea di uno che forse non credeva più di poter giocare un tennis di livello altissimo e vincente, oltre che meravigliosamente bello. Il 2017 è stato l’anno del ritorno al vertice ed è stato l’anno dell’ottavo titolo a Wimbledon, altro record assoluto. Roger dopo il trionfo ai Championship ha iniziato concretamente a pensare al primato in classifica, ha giocato Montreal e forse ha commesso l’unico errore di tutta la stagione, non ha vinto il torneo, non ha giocato quando ancora non era al top e non ha brillato agli US Open. Il suo amico e rivale Rafa Nadal ne ha approfittato, ha conquistato il Major americano e di fatto ha chiuso giochi per la prima posizione.

Il 20esimo Slam a Melbourne

Federer, oltre a essere un grande campione, è un signore e lo è soprattutto con Nadal e più volte ha detto che Rafa il primato lo scorso anno lo ha meritato. Ma un campione desidera sempre di essere il numero 1, e anche se in tanti lo considerano il miglior sportivo di tutti i tempi, Federer voleva sentirsi il migliore anche per la classifica mondiale e così dopo aver trionfato per la sesta volta a Melbourne, dove ha conquistato il 20esimo titolo dello Slam, ha cambiato i suoi piani e ha deciso di giocare Rotterdam.

A Rotterdam Roger torna re del tennis

Con Bemelmans è stata una pura formalità il primo turno, Kohlschreiber è riuscito a farlo giocare per quasi due ore ma per la tredicesima volta in tredici incontri ha dovuto inchinarsi. Nei quarti Federer ha sfidato uno dei giocatori più simpatici del circuito Robin Haase, uno che solamente in estate ottiene buoni risultati. L’olandese si è trovato in una situazione in cui nessuno voleva essere. Di fatto era il cattivo, quello che poteva impedire a Roger l’impresa e si è trovato contro anche una parte del pubblico, che invece di tifare per lui ha sostenuto il vecchio e nuovo numero 1. Haase ha vinto il primo set (6-4), ma poi è stato liquidato con un doppio 6-1, Federer così è tornato al vertice dopo cinque anni.

Numero 1 dopo cinque anni

Mentre sui social piovono milioni di elogi (da Andre Agassi a illustri sconosciuti), Federer torna a re a distanza di cinque anni e qualche mese e per la quarta volta si prende il primato. La prima nel 2004, poi 2009 e 2012. Nessuno era riuscito a tornare al comando della classifica dopo cinque anni tra gli uomini, perché tra le donne ce l’ha fatta la Wozniacki, proprio un paio di settimane fa (dopo sei anni). Il tempo che passa, in modo divino, per Federer lo si nota anche guardando la classifica del 1° febbraio 2004. Quel giorno Roger fu al comando per la prima volta. Alle sue spalle c’erano Ferrero (oggi tecnico di Zverev, numero 4 del mondo), Roddick, che gioca nel senior tour e fa il papà, Coria e Agassi. Settimo era Moya, oggi allenatore di Nadal.