Storie tese tra Naomi Osaka e Sorana Cirstea, gelo dopo la vittoria: “Poteva dirlo direttamente a me”

Naomi Osaka, anche oggi entrata in campo con l'outfit ispirato a una medusa con cui aveva scioccato tutti all'esordio, si è qualificata al terzo turno dell'Australian Open battendo in tre set la veterana Sorana Cirstea. La 35enne rumena, tornata al successo nel 2025 dopo quattro anni in un torneo WTA (il 250 di Cleveland), ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione nel tour femminile. Ben altre ambizioni ha l'ex numero uno al mondo, che vuole rientrare nella Top 10 dall'attuale 17sima posizione. La partita è durata quasi due ore: la Osaka ha vinto 6-3 il primo set, ha perso 6-4 il secondo, infine ha chiuso 6-2 il terzo parziale. Le storie tese esplose nell'ultimo set, quando la Cirstea si è lamentata con l'arbitra per il comportamento della giapponese, hanno avuto il loro epilogo al momento del saluto finale sotto rete: stretta di mano rapida e gelida della rumena, che poi mentre salutava la giudice di sedia ha detto qualcosa alla Osaka, che dal canto suo faceva la gnorri.
Cosa è successo nel terzo set tra Naomi Osaka e Sorana Cirstea all'Australian Open
Stesso atteggiamento poi tenuto durante l'intervista a caldo in campo, quando la vicenda si è chiarita ulteriormente. Peraltro già si era capito pressoché tutto sul 4-2 per la giapponese nel terzo set, quando dopo aver sbagliato il primo servizio, la Cirstea aveva sentito (per l'ennesima volta) la sua avversaria dire "come on!" per incitarsi. A quel punto se n'è lamentata con l'arbitra: "È ok? Fare ‘come on' durante i punti?". La giudice di sedia ha risposto di non poter fare nulla, poi beffardamente – dopo lo scambio successivo perso dalla rumena – la Osaka ha urlato un altro ‘come on!' per celebrare la palla break.
La giapponese regola i conti nell'intervista post partita: "Avrebbe potuto dirmelo direttamente"
La vicenda non poteva non essere oggetto di domanda qualche minuto dopo nell'intervista sul campo: "A quanto era arrabbiata per un sacco di miei ‘come on' – ha risposto la Osaka – Ho cercato di giocare bene, ho sbagliato tanto, ma ho dato il massimo. Lei una grande giocatrice. Credo fosse il suo ultimo Australian Open, quindi mi dispiace se è arrabbiata per questo. Sì, penso che il problema fosse che mi sentiva caricarmi tra il primo e il secondo servizio, ma avrebbe potuto dirmelo direttamente".
Parole queste ultime pronunciate con voce scossa, indicando il campo come a dire "eravamo lì una di fronte all'altra, poteva rivolgersi a me piuttosto che all'arbitra". La Osaka dunque va avanti a Melbourne: al terzo turno affronterà la 28enne australiana Maddison Inglis, numero 168 al mondo. Un match in cui il pubblico di casa potrebbe essere un fattore: Naomi rischia di finire in un'altra faida…